Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

«Intrigo scolastico» di Tom Perrotta

Autore: Erminio Fischetti
Testata: Fuorilemura.it
Data: 11 novembre 2008

Quello di Tom Perrotta nasce come un piccolo romanzo di formazione, ma si rivela un amaro spaccato della società statunitense alle soglie dell’era Clinton. Intrigo scolastico è costruito su un’interessante struttura narrativa che si sviluppa in prima persona attraverso il punto di vista di tutti e cinque i protagonisti.
Questo permette all’autore, oltre ad una forma asciutta e secca ed il profondo senso umano con il quale sviluppa e caratterizza i personaggi, anche un’ imparzialità esterna che pone ciascuno all’ interno della propria prospettiva. La storia è una metafora non così velata della profonda decadenza della società americana nell’uso e abuso della sua democrazia, che negli anni ha acquisito e adattato le regole a suo piacimento. Nel piccolo liceo di Winwood si sta per eleggere il rappresentante d’istituto: a scontrarsi sono l’ arrivista e meschina Tracy Flick, ragazza dall’apparenza innocua, che farebbe qualsiasi cosa pur di vincere, e Paul Warren, popolare atleta dal cuore d’oro, non così interessato ai fasti della gloria. Ad inserirsi fra loro c’è Tammy, la sorella minore di quest’ultimo, terza candidata e adolescente complessa, che soffre per la sua omosessualità ed è innamorata della fidanzata del fratello, nonché sua ex-migliore amica, Lisa Flanagan. A frapporsi poi in questi meccanismi già molto incerti, c’ è Jim McAllister, il prof. mitico e giusto, quello più popolare e amato dagli studenti, della serie quello che si ricorda nella vita come colui che ha contribuito alla propria formazione di uomo, prima che di studente. Insomma il prof. perfetto, che però ha un unico difetto: detesta Tracy con tutte le sue forze perché intuisce la sua cattiveria, già alla base della rovina e del licenziamento di un collega e non vuole che vinca le elezioni.
Perrotta, attraverso il microcosmo scolastico, propone una galleria di personaggi che rappresentano buona parte dell’America degli anni Novanta, fatta dei suoi scandali e delle sue estreme ambizioni. Più che la storia in sé, il romanzo risulta interessante per come viene impreziosito dall’autore attraverso l’analisi sociale e il contesto ideologico e morale che si respira di quegli anni e in particolare del 1992, ricordato per essere stato l’anno delle presidenziali in cui vinse Clinton. Non mancano inoltre, a tale proposito, riferimenti a precisi fatti di cronaca, attraverso i quali, per mezzo dei protagonisti, in particolare del prof., Perrotta fa delle considerazioni che colpiscono come una scossa elettrica per il coraggio e la semplicità con le quali fotografano la politica, il sistema giudiziario e l’andamento in generale del proprio Paese: “… comincio a chiedermi perché a Bill Clinton è toccata la presidenza e a Clarence Thomas la Corte suprema mentre io sono finito quaggiù, circondato da uomini che hanno un nomignolo per il proprio pene e ne parlano come di un amico di vecchia data. La sola differenza è che Bill e Clarence hanno mentito mentre io ho detto la verità.”. Oppure riferendosi alla blanda pena detentiva data agli stupratori di Glen Ridge, dice che “la gente  si fa più tempo dentro per una bustina d’erba che per aver spinto una mazza di scopa nella vagina di una ragazza ritardata. C’è da impazzire se uno ci pensa su”. Parole sante!

L’occhio dell’autore è acuto e dolente, non lascia spazio ad alcuna forma di speranza in questo cosmo umano, che sia macro o micro, di cui tutti facciamo parte. A loro modo, nella storia, quelli che sembreranno perdenti avranno forse qualche chance in più dalla vita, mentre l’unica persona che apparentemente ha vinto dovrà portarsi dietro uno spaventoso senso di infelicità e solitudine, scoprendo amaramente che quella vittoria non servirà assolutamente a  lenire i propri dolori più profondi. Come in tutti i suoi romanzi, si denota in Perrotta un grande rispetto per i personaggi, siano essi anche i più meschini e gretti. Come il pedofilo di Little Children, Tracy, infatti, che all’apparenza sembra il personaggio più negativo e odioso, si rivela alla fine quello più malinconico e per il quale si prova una maggiore pena: la ragazza porta su di sé il peso del fallimento come essere umano perché ha provato a farsi amare e accettare in maniera sbagliata e, oltretutto, non ci è riuscita.
Intrigo scolastico narra di degradazione umana e sociale, arrivismo e meschinità sullo sfondo di una provincia alienata e solitaria all’interno di vite strappate e infelici, confuse e alla ricerca di una propria identità. Tom Perrotta, con la sua scrittura, fotografa l’America più solitaria e meno scandagliata dai media; racconta di piccoli esseri umani assolutamente imperfetti, infelici, e il suo sguardo si rivela tragicamente agghiacciante per la lungimiranza, pur non raccontandocelo espressamente, con la quale vede il futuro di questi individui, che siano essi ragazzi appena affacciatisi all’età adulta o uomini come il prof., il cui liceo è ormai finito per tutti. Inoltre, il romanzo, uscito in America nel 1998, giunge solo quest’anno in Italia grazie agli sforzi di Edizioni E/O, nonostante sia stato alla base, nel 1999, di uno splendido adattamento cinematografico di produzione indipendente, Election, come il titolo originale del romanzo, diretto da Alexander Payne e interpretato  finemente da Reese Witherspoon e Matthew Broderick. Tom Perrotta, nonostante negli USA goda di una discreta fama e sia autore di grande ingegno, è nel nostro lento Paese ancora sconosciuto ai più. È il caso di cominciare a riparare a tale mancanza.