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Il sogno di ogni lettore

Autore: Ilaria Falcone
Testata: NonSoloCinema.com
Data: 19 aprile 2010

"Noi non sappiamo che farcene di libri insignificanti, dei libri vuoti, dei libri fatti per piacere.” Laurence Cossè è un’autrice molto famosa in Francia, viene pubblicata in Italia, con “La libreria del buon romanzo", un libro, prezioso, avvolgente e intrigante.
L’inizio è curiosamente disorientante per il lettore, che si aspetta di affrontare un viaggio personale con i due protagonisti del libro, Ivan e Fancesca, che hanno deciso di intraprendere un’avventura tanto estrosa tanto folle, ma quanto mai utopisticamente sognatrice: aprire una libreria che annoveri solo i titoli dei Romanzi più amati, quelli travolgenti, illuminanti e folgoranti. Invece, nei primi capitoli, chi legge viene messo a conoscenza di tre personaggi, che sembrano non aver nulla a che fare l’uno con l’altro.

"Noi non vogliamo libri raffazzonati, scritti in fretta e furia, si sbrighi, me lo finisca per luglio, a settembre facciamo un lancio come si deve e ne vediamo centomila copie di sicuro". Ma torniamo all’inizio del libro, la Cossè ci presenta tre personaggi, strani, misteriosi e meticolosi, che sono vittime di sinistre, sfumatamente losche, disavventure. Un misantropo geniale, appassionato di Stendhal, nascosto in un villaggio della Savoia, viene misteriosamente rapito e abbandonato in una foresta. Una bella signora bionda, esperta guidatrice, perde il controllo dell’auto e finisce fuori strada. Intanto in Bretagna un uomo che ogni giorno faceva la sua passeggiata in riva al mare incontra due sconosciuti che lo terrorizzano. Ma il lettore attento, l’amante di quella fragranza unica dei libri, capisce presto che questo non è un classico romanzo poliziesco. Gli aggressori non sono né agenti segreti né trafficanti. E le vittime nascondono un segreto, che non è né politico né militare, ma squisitamente intellettuale.

"Vogliamo libri scritti per noi, che dubitiamo di tutto, che piangiamo per un niente, che sobbalziamo per ogni minimo rumore alle spalle". La Cossè ha costruito una storia appassionante e drammatica, che evoca altre storie di amori, cavalieri moderni, perdite e tradimenti. La sua penna ha messo nero su bianco, senza economia di parole, ma con una precisa e fine descrizione del desiderio e della visceralità verso i Romanzi, il sogno di un libraio amante focoso dei libri e la bramosia del lettore innamorato della Letteratura. Ivan e Francesca, incontrandosi per caso, parlando davanti agli scaffali della Letteratura, decidono, con spinta audace della donna, di aprire, a Parigi, la Libreria del Buon Romanzo. Un luogo concreto dove verranno venduti solo i Romanzi degni di essere definiti capolavori, una libreria specializzata: una scommessa. Per decidere quali titoli proporre Al Buon Romanzo, Ivan e Francesca mettono insieme un comitato di otto scrittori, i quali saranno protetti dal segreto dell’anonimato e che dovranno fornire loro un elenco sui Romanzi che verranno venduti in questa libreria.

"Vogliamo libri che al loro autore siano costati molto, libri in cui siano depositati i suoi anni di lavoro, il suo mal di schiena, i suoi punti morti, qualche volta il suo panico all’idea di perdersi, il suo scoraggiamento, il suo coraggio, la sua angoscia, la sua tenacia, il rischio che si è assunto di sbagliare". La libreria non fa in tempo ad aprire, che è subito un successo tra migliaia di appassionati, che non aspettavano altro. Ma, come era prevedibile, il successo scatena una micidiale rete di invidia e aggressioni. Al Buon Romanzo non viene vista di buon occhio da case editrici e scrittori, che non trovano nemmeno una copia dei loro romanzi tra gli scaffali di pagine pregiate. Iniziano così una serie di attacchi mediatici, che nel corso di un anno si trasformano anche in attacchi violenti ai membri del comitato, la cui anonimia è stata scoperta.

"Vogliamo libri splendidi che ci tuffino nello splendore del reale e lì ci tengano avvinti; libri che ci provino come l’amore sia all’opera nel mondo accanto al male e totalmente contro di lui, anche se talvolta non si capisce, e che lo sia sempre, tanto quanto il dolore lacererà sempre i nostri cuori. Vogliamo buoni romanzi". La libreria del buon romanzo ha una scrittura senza tempo, intelligentemente raffinata, che affascina il lettore e riesce a trasportarlo con delizia e idealismi nella libreria dei suoi sogni. I titoli degli innumerevoli libri citati ammaliano, imprimendo in chi legge un sorriso compiaciuto. E la voglia di stilare una propria lista di titoli ideali!

"Vogliamo libri che non ignorino niente della tragedia umana, niente delle meraviglie quotidiane, libri che facciano tornare l’aria nei polmoni".