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Ritorno in India

Autore: Tiziano Gianotti
Testata: D
Data: 3 aprile 2010

Americana d origini indiane, a 18 anni Samina Ali torna a Madras per sposare l'uomo che i genitori hanno scelto al posto suo. La vicenda ha ispirato il suo primo romanzo, storia di Layla e del suo matrimonio combinato con Samir. Che però si rivela gay e, al pari di lei, dilaniato dal dubbio: fino a che punto è lecito vivere indossando una maschera?
Giorno di pioggia a Madras è un romanzo sull'identità...
Vivere tra due culture significa avere un'identità spezzata. Negli Usa gli indiani diventano spesso più conservatori di quanto sarebbero nel loro paese e i figli hanno una doppia vita: liberi a scuola, segregati in casa.
Il ritorno in India per sposarsi è un fenomeno diffuso?
Si, e cambia. Prima i promessi s'incontravano. Ora avviene tutto online. Ma pochi indiani ne parlano, doversi continuamente giustificare di fronte allo scetticismo degli amici americani è estenuante.
Il processo di emancipazione di Layla è duro e sofferto.
Tornare in India per sposarsi fa parte della sua educazione. Rifiutarsi sarebbe uno strappo con la propria famiglia. E poi Layla crede di agire da buona musulmana, anche se in realtà i matrimoni concordati c'entrano poco con l'Islam.