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Safari di Sangue

Autore: Enzo Carcello
Testata: Corpi Freddi
Data: 18 giugno 2010

"Safari di sangue" di Deon Meyer e "Amsterdam. La rete uccide" di Charles den Tex, sono due libri editi da E/O Edizioni per una uova collana che dalle premesse, potrebbe tirari fuori dei romanzi davvero niente male, ma come al solito: "peccato il prezzo" che si aggira almeno per i due romanzi sopracitati alla, per nulla modica cifra di 19,50 euro!
Fatti i conti in tasca alla E/O, passiamo ad analizzare il libro di Deon Meyer, Safari di sangue.
Buon libro, un action thriller che scorre via senza intoppi che di certo non rimarrà negli annali della letteratura di genere ma che comunque fa scorrere un paio di giorni sotto l' ombrellone con della buona letteratura.
La storia parte con Emma Le Roux, che dopo 20 anni dalla scomparsa del fratello, ingaggia un ex detenuto come bodyguard a causa di recenti aggressioni volte alla sua persona. Lemmer, la guardia del corpo, vive la sua vita dandosi delle regole. Prima regola di Lemmer è: non farsi coinvolgere, la seconda è: non dare fiducia a nessuno, in particolare le donne di piccole dimensioni. È un uomo con molte ferite, alcune molto antiche che partono dalla sua infanzia abusata altre per colpa di un' ingiusta condanna per omicidio colposo. Quando viene incaricato di proteggere la piccola, e piuttosto bella Emma Le Roux, entrambe le sue regole vengono infrante. La storia inizia a farsi pericolosa quando Emma, crede di vedere suo fratello, da una foto passata in TV, parte quindi una ricerca disperata. Politica corrrotta, scontri etnici, traffico d' armi, eccetera ostacoleranno in tutti i modi la ricerca di Emma.
Una menzione speciale va fatta a Deon Meyer per la capacità descrittiva dei luoghi tanto che ci si ritrova immersi nell praterie sperdute sud africane. La scrittura è fluida e ha molti riferimenti di ciò che oggi è il Sud Africa, nel bene e nel male (Mondiali di calcio a parte è un Paese nuovo con ancora troppo vivido il divario tra bianchi e neri e con l' apartheid che ha fatto danni tanti quanto l' olocausto)
Un libro leggero che forse finisce con un happy end un pò troppo scontato e troppo happy.
Il nuovo Wilbur Smith? Staremo a vedere...