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La libreria del buon romanzo di Laurence Cossé

Testata: Wuz.it
Data: 21 luglio 2010


Con La libreria del buon romanzo la francese Laurence Cossé presenta una storia che sulle prime sembra un giallo. C’è un personaggio che scompare da un piccolo paesino della Francia e riemerge dal bosco come uno zombi quaranta ore dopo, riavutosi da uno strano svenimento. Una giovane donna madre di quattro figli, energica, esperta guidatrice, esce di strada percorrendo un tornante a duecento metri da casa sua. Le dinamiche dell’incidente risultano subito ambigue perché la donna percorreva quella strada quattro volte al giorno e le condizioni meteo erano buone.
Dalla parte opposta della Francia, in Bretagna, un uomo viene importunato da due tipi poco raccomandabili durante le sue passeggiate giornaliere in riva al mare.
In realtà c’è una spia che segnala immediatamente che non si tratta di un giallo, a dispetto dell’incipit: è il modo in cui è scritto. Troppo letterario, troppo pulito, troppo educato.
Andando avanti nella lettura si capisce che l’impressione è giusta.
La libreria del buon romanzo è un libro sull’amore per i libri, per la letteratura, quella “buona”.

Ivan e Francesca (questi i nomi dei due personaggi principali), lettori accaniti di romanzi, decidono di aprire la libreria dei loro sogni, fatta di soli grandi romanzi. Il suo nome sarà "Al buon romanzo" e per scegliere i titoli che vi dovranno essere venduti i due costituiscono un comitato di otto scrittori, ognuno dei quali dovrà fornire seicento nomi di romanzi da loro considerati letteratura di qualità. I preparativi vengono svolti minuziosamente e occupano diversi mesi. Quando la libreria apre, il successo immediato fa pensare a Ivan e Francesca che c’è ancora molta gente che apprezza la buona letteratura e che la sopravvivenza di chi lavora con i libri non debba per forza essere legata alla vendita di titoli “commerciali”. Ma la popolarità che la libreria raggiunge a Parigi e dintorni scatena inevitabilmente l’invidia di qualcuno e iniziano ad accadere fatti strani: tentativi di discredito via internet e a mezzo stampa, scritte e volantini contro "Al buon romanzo" sparsi per la città e gli “incidenti” narrati all’inizio del racconto.
Ivan e Francesca si rivolgono alla polizia e sarà un tale Heffner a condurre le indagini.
Heffner riuscirà alla fine a sbrogliare la matassa e fra le mille vicissitudini legate alla libreria che Ivan e Francesca dovranno affrontare, innamoramenti ed eventi tragici, alla fine l’arte e la cultura trionferanno sull’invidia e la mediocrità.
Ovvio, si tratta solo di un romanzo.