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Così' Massimo fuggì e diventò "Bernard El Gordo"

Testata: Il Gazzettino
Data: 16 gennaio 1995

Costa caro parlare di un libro come quello che le edizioni E/O di Roma hanno pubblicato in questi giorni: "Il fuggiasco". Costa caro parlare di "Bernard el gordo" ( Bernardo il ciccione, in spagnolo) perché Bernard è Massimo Carlotto, un ex ragazzo di Padova (adesso è vicino ai 40); e a Padova è stato presentato il libro. Scrive l'autore che spesso la gente lo incontra e dice "Ma lei è il caso Carlotto!". Massimo Carlotto è quel tipo di che a diciotto anni, il 20 Gennaio 1976, venne arrestato per omicidio e andò incontro ad una tale serie di disastri da battere qualunque personaggio (per quanto sfigato) inventato dalla letteratura. Carlotto adesso è ancora un "caso", ma finalmente è diventato un caso letterario: la sua, infatti, è la prima storia di un latitante scritta in prima persona.

Costa caro, s'è detto, leggere e raccontare di questa storia, perché chi scrive l' ha vissuta in parallelo. Mentre Carlotto latitava, chi credeva nella sua innocenza si mangiava le mani. E se le è mangiate per 17 anni. Scrive l'autore: "ho un passato ingombrante. Per metterlo da parte, e pensare al futuro ho dovuto usare cinque grandi casse di legno. In una settimana di meticoloso lavoro ho archiviato 96 chili atti giudiziari, migliaia tra lettere telegrammi, centinaia articoli giornale, decine videocassette programmi tv- Telefono Giallo a Portobello, Mixer Il Coraggio vivere".

Così nasce il libro: tanti anni, credo sette, passati in galera; una parte degli altri in una latitanza tremenda , tremenda ancor più per chi sa che il suo amore per la famiglia (che mai lo ha tradito né abbandonato, nemmeno per un solo secondo) è assoluto e grandioso. Il libro è la storia, un po' ironica e un po' atroce, di cosa accade ad un "latitante per caso".

Come si fa a latitare? Scrive "il look per un latitante è fondamentale. NOn può essere scelto a caso, perché deve coniugare le caratteristiche somatiche e esigenze di fuga del soggetto con sociali culturali luogo prescelto...In genere, sobrio, ma soprattutto va rispettata la regola aurea che esige sia il più possibile rassicurante".

Ecco quando Massimo disse ai genitori, al suo amore più grande, che se ne sarebbe andato dalla latitanza in Francia. "Dove andrai? " domandò mio padre. "In Messico, papà ". "E come vivrai?"chiese ancora. "non lo so. Mi inventerò qualcosa". C'è un punto sulla Tour Eiffeil dove viene indicata la direzione e la distanza di ogni paese del mondo. Mia madre mi prese sotto braccio e mi ci condusse, chiedendomi: "Mostrami dov'è il Messico". Le indicai la direzione e lei si avvicinò alla tabella a leggere, po' si girò e mi disse: "Non ci vedremo più".

Quando le parole pesano come macigni.