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Tutti i colori e la forza del Veneto Orientale

Autore: Luigi Toniolo
Testata: Il Giornale di Vicenza
Data: 23 ottobre 2018
URL: http://www.ilgiornaledivicenza.it/home/altri/aree-tematiche/il-libro-della-mia-vita/il-libro-della-mia-vita/tutti-i-colori-e-la-forza-del-veneto-orientale-1.6850881?refresh_ce#scroll=604

Iniziare la lettura di un libro “Piccola osteria senza parole” di Massimo Cuomo, dubitando, è scorretto. Perché scorretta e spiazzante è questa storia per chi non conosce il profondo Veneto orientale, quello dell’unico orizzonte, che non si riesce a vedere e che si sente solamente salire dall’odore dei fossi: l’ immobilità dei campi. L’entrata di un estraneo, è il sasso gettato nell’acqua salmastra di quella zona, dove laguna e campagna non sono distinte da confini. L’autore descrive, e ci riesce in maniera accattivante, la sua conoscenza di quell’angolo di Veneto, il colore, la forza e le pecche suoi abitanti. Questi, condannati a una situazione polverosa e ridicola, acquistano spessore e valore, proprio dalla mancanza di ossigeno e orizzonti che si trovano a vivere. Gente sapiente dei propri limiti, autosufficienti nella dipendenza, volgari nella propria ingenuità. Sconvolti dalla presa di coscienza del pregio delle parole, quelle che non sono più capaci di usare, proveranno a reimpararle, cambiando controvoglia i gesti di tutti i giorni. La buona capacità descrittiva di Cuomo ne dipinge un quadro multicolore di riscatto, di condivisione, di amicizia, fraternità e anche di amore, che in altre situazioni, più agiate e colte non sarebbero state espresse. Lo scrittore porta qua e là chi legge scansando, o centrando, le pozzanghere di quella zona, in un racconto grasso ed esilarante, ma sempre umano, e, a tratti, profondo. Talmente geniale e imprevedibile da far considerare i colpi di scena una cosa ovvia e temuta, come in una partita di calcio di torneo mondiale. Scritto bene, interessante per chi conosce appena questi luoghi e la sua improbabile gente, invogliante invece per chi vuole conoscerne un angolo, stando fermo con un libro in mano. In un libro dove il nome dell’autore è scritto, per adesso, più in piccolo del suo titolo. E mi piace un sacco leggere.