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Pizzeria Kamikaze, suicidi al pomodoro

Autore: Claudio Marradi
Testata: Liberazione
Data: 23 ottobre 2010

Vegano e cecchino. Si può. Si può rispettare ogni forma di vita al punto da non volersi nutrire neanche di latte e uova e non avere esitazioni a uccidere altri esseri umani. Si può imbracciare un'arma a un checkpoint tutto il giorno e poi smettere l'uniforme in tempo per l'happy huur o per tuffarsi in un rave party illegale tutta la notte. O per strappare un'ora d'amore consumata su una spiaggia del lungomare di Tel Aviv. Si può essere costretti a fare cose orribili da lunedì al venerdì e poi nel weekend partecipare a una manifestazione pacifista per protestare contro quello che si fa il resto della settimana. Si può, se si hanno vent'anni in Israele. E se la guerra e la sua logica feroce si intrecciano con una normalità che è la stessa di quella di tutti i coetanei europei. Lo racconta Etgar Keret, classe 1967, sceneggiatore per il cinema, autore per la televisione, molto amato dai giovani e tra i più significativi esponenti della nuova letteratura israeliana. A Genova per presentare il suo ultimo libro La notte in cui morirono gli autobus (e/o, 2010) e per la prima di Pizzeria Kamikaze spettacolo di teatro danza tratto dai suoi racconti che inaugura la stagione del Teatro dell'Archivolto. Regia di Giorgio Gallione con le coreografie Giovanni Di Cicco e musiche di Giovanni Silvestri, lo spettacolo, in scena fino a sabato 30 ottobre, prosegue un progetto di ricerca tra Archivolto e Dergah Teatro Dan- tano in un universo parallelo. Una za che intreccia stili e linguaggi del specie di mondo alla rovescia in cui palcoscenico eterogenei. E che ha l'unica maniera di sopravvivere è far trovato nei racconti di Keret un ma- finta di niente e nascondere pensieteriale da lavoro che svela tra ironia, ri e sentimenti. Così ho cominciato amarezza e humour nero, un mon- a raccontare quello che vedevo tutti do di ragazze e ragazzi stanchi di i giorni: la violenza ma anche la voguerra e disorientati, che desiderano glia di divertirsi, la disciplina ma anuna vita liberata dalla paura e dalla che la ricerca dello sballo di droghe violenza. La Pizzeria Kamikaze è un e alcol. Come per i ragazzi europei, limbo in cui si ritrovano coloro che solo tutto più accelerato da una conhanno deciso, per un motivo o per fidenza con la morte che solo la l'altro, di porre fine alla propria vita. guerra procura». E' il paradosso di Una specie di Spoon River di dece- un paese in guerra da mezzo secolo duti rigorosamente volontari in cui e che continua a pensarsi come una ognuno, tra una margherita e una democrazia occidentale. Una ferita quattro stagioni, racconta la sua sto- di schizofrenia che solca la società in ria: c'è chi si è impiccato per la ver- tutta la sua ampiezza, perché il servigogna, chi passeggia disinvolto con zio militare è obbligatorio per ragazun buco nella tempia a dar aria alle zi e ragazze. E attraversa in tutta la idee e chi si è annegato quando ha sua durata la vita dei cittadini, come capito di non avere nessun talento. quella del cecchino vegano, che esiE c'è perfino chi ha lasciato lenire al ste veramente ed è il dentista dell'augas della cucina le sue delusioni sentimentali. Perché sì, anche in un pae- precisa Keret - attento all'ambiente se in guerra si può morire di mal e che guida un'auto ibrida.