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Keret, risate oltre l'assurdo

Autore: SZ
Testata: Il Secolo XIX
Data: 11 novembre 2008

Pensate che l'umorismo ebraico sia soltanto quello targato Woody Allen, sospeso tra Broadway e Hollywood? Vi spingete ad aggiungere alla lista degli autori più gettonati negli Stati Uniti l'autoironia yiddish di Moni Ovadia, che non risparmia né gli uomini né Dio sui prodròmi di una diaspora europea? Non è tutti qui. Non avete-Catto i conti con le nuove tendenze, con Etgar Keret che, come dimostra "Pizzeria Kamikaze" in scena al Modena, in prima nazionale assoluta fino al 30 ottobre, si spinge molto più in là sulla strada dell'assurdo. Che cos'è il paradiso per questo scrittore nato a Tel Aviv nel 1967? Non èun trionfo di luci e di cori angelici ma un limbo, dove si aggirano tanti suicidi che raccontano storie senza riscatto. il regista Giorgio Gallione tra i suoi racconti scegIieque11i in cui il conflitto mediorientale è meno esplicito e dove, se si esclude una grottesca parabola sul conflitto tra gli ebrei ortodossi e il giovane che cerca il significato della vita nei consigli di I uno spudorato marketing librario, si esemplifica un disagio esistenziale senza confini. Sulle scene di Marcello Chiarenza, c'è solo una citazione delle pizzerie che i personaggi,. in vita, devono aver frequenta· to. Su un deserto lavico presidiato da dieci pianoforti che nessuno suona, lievitano le storie di una "Spoon River" molto diversa da quella di De Andre e Lee Master. Non c'è nostalgia qui, nella storia della casalinga che finisce i suoi giorni a testa in giù, con i piedi incollati al soffitto, probabilmente soddisfatta di aver dimostrato al marito che il suo messaggio pubblicitario preferito, sulle virtU della colla, non l'aveva ingannata; o del giovane che, per compiacere la fidanzata, ne di lei, pouf realizzati con uomini privati dello scheletro. In scena Eugenio Allegri presta aKeret la sintoniagià dimostrata in un'altra produzione dell'Archivolto, su testi di Mc Ewan, Giorgio Scaramuzzino sperimenta i colori luciferini di una favola noir, Simona Guarino si scatena su note grottesche. Pizzeria kamikaze al primo impatto sembra l'urlo di una gioventù nichilista In realtà, pur attraverso il disincanto, si sente la voglia di un mondo diverso da questo.