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La delicatezza, di David Foenkinos

Testata: i-libri.com
Data: 26 ottobre 2010

"Certe volte Nathalie aveva l'impressione che la gente fosse invidiosa della sua felicità. Era una sensazione confusa, passeggera, niente di concreto, che lei percepiva da certi particolari, da sorrisi appena accennati che la dicevano lunga, dal modo in cui veniva guardata. Nessuno immaginava che le capitasse di aver paura, paura che quella felicità contenesse la minaccia dell'infelicità. Le veniva da rimproverarsi quando diceva: «Sono felice», quasi per superstizione, o per il ricordo di tutti quei momenti in cui la vita aveva finito per pendere dalla parte sbagliata".

E infatti basta un attimo, un solo tragico attimo, e il mondo di Nathalie viene stravolto con ferocia.
La domenica in cui tutto accadde era sdraiata sul divano, sorseggiava del tè e leggeva una storia russa di "uno scrittore meno conosciuto di Tolstoj o Dostoevskij", ed ora la sua vita è sospesa, interrotta, proprio come quel libro lasciato a metà: Nathalie non riesce ad andare avanti, a ritrovare stimoli e dare un nuovo senso alla propria esistenza. I bellissimi capitoli del suo passato rappresentano un ricordo troppo vivo e troppo ingombrante.

All'improvviso, però, quella felicità che le era stata strappata ricompare e le va letteralmente incontro, e Nathalie non deve far altro che riconoscerla, fidarsi del destino e aprire il suo cuore.

Una storia comune dunque, quella raccontata da David Foenkinos, una storia d'amore come tante che non ha la pretesa di stupire o indottrinare, eppure è in grado di creare un'atmosfera di straordinaria serenità e purezza.

"Aveva la sensazione che la loro coppia sarebbe stata di una stabilità estrema. Che niente sarebbe potuto succedere. Che la loro equazione fisica era un antidoto alla morte. Erano pensieri frammentari, di cui non aveva certezza. Sapeva solo che era il momento..."