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Nella palude acrilico / lana

Autore: Sergio Pent
Testata: La Stampa / Tuttolibri
Data: 5 febbraio 2011

Camelia Mega ha vent'anni e vive con la madre a Leeds, un luogo in cui l'inverno sembra l'unica stagione possibile. Una cupa ossessione - la morte del padre Stefano e della sua amante in un incidente d'auto - grava sullo stallo di non-speranza che è diventata la vita delle due donne. Esiliate dal mondo, prigioniere di un trauma senza sbocchi risolutivi, si annullano a vicenda in un gioco di sguardi e silenzi assoluti. Camelia traduce manuali di istruzione per lavatrici, la madre fotografa ossessivamente buchi di ogni genere. In questo dilaniarsi verso una prevedibile follia, la ragazza - emigrata da Torino anni prima con la famiglia - intravede una luce di passione per il giovane cinese Wen, il cui strano fratello deturpa vestiti che Camelia indossa dopo averli recuperati dalla spazzatura. Le lingue e le culture di questi solitari turisti della vita si incrociano,ma Camelia non riesce a spiegarsi la ritrosia affettiva di Wen nei suoi disponibili confronti. Sarà Jimmy, il fratello strambo, a possederla furiosamente in un ambiguo gioco al massacro, rivelandole al contempo il tragico segreto che attanaglia la mente di Wen. Un ritorno alle origini, senza più speranza, chiude la possibile primavera di Camelia nella palude di Leeds. Cupo, impietoso, claustrofobico, ma a tratti anche genuinamente poetico nella sua volontà di recupero memoriale e affettivo, Settanta acrilico trenta lana (e/o, pp. 189, e 16), esordio della ventitreenne catanese Viola Di Grado, si colloca in uno spazio di generosa ambiguità, su un terreno più prossimo agli esordi di Isabella Santacroce che non alla Nothomb o addirittura alla Elena Ferrante citate in copertina. Il percorso della protagonista nella sua discesa agli inferi con parentesi di gloria effimera, è delirante, amaro, compresso in una gestione autistica dei sentimenti, nell'annullarsi di ogni contatto umano«normale». In questa Leeds ostile, caratterizzata da un inamovibile egocentrismo meteorologico, la storia nera di Camelia e di sua madre attraversa con una convinzione esaltata - forse un po' enfatica - le tappe di un percorso a senso unico verso un'impossibile resurrezione.