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Settanta acrilico trenta lana. Cento talento

Autore: Michele Ponte
Testata: Fuorilemura.com
Data: 7 febbraio 2011

In libreria capita di sfogliare le prime pagine di un romanzo e pensare, di conseguenza: “Sono in grado di leggerlo sino alla fine!” Altre volte succede di accorgersi del talento di un autore e, poche altre, di entrambi i fattori insieme. Quest’ultimo è il caso di Settanta acrilico trenta lana, romanzo d’esordio della ventitreenne Viola Di Grado, autrice che scrive da Londra, dove studia.

Con voce prepotente, ma mai troppo alta, la Di Grado ci porta nella Leeds orrenda, scura e decadente dove vivono Camelia e la madre, Livia. Tra parole non dette, e sguardi esageratamente logorroici, scorre la vita delle due donne: la prima, Camelia, ancora ragazza , costretta ad accudire la madre, pulirla, lavarla e mandarla a dormire; la seconda, Livia, genitore senza vita, muta, come un oggetto scomodo che non sai bene dove appoggiare.

Le due, scosse e distrutte dalla morte del padre-marito e, soprattutto, del fatto che le avesse tradite con un’altra donna, vivono una vita in cui nulla è importante, dove il passare delle ore, dei giorni, delle stagioni e degli anni non viene calcolato: il tempo scorre senza che lo si possa afferrare, contare, interrogare. Niente sogni, niente futuro.

Fino a che, un giorno, Camelia, nonostante gli sguardi severi della madre, riprende a parlare e con le parole, pian piano, si riprende la vita, che poi non è facile lasciarla sfuggire di nuovo. Dopo, grazie a Wen, un ragazzo cinese che possiede un negozio d’abbigliamento dove vende abiti strampalati, la ragazza riprende lo studio della lingua cinese, iniziato e abbandonato durante gli anni dell’università. Torna anche la passione, quella che ti fa arrossire e che ti dà la forza di andare avanti, di trascinare un intero mondo al tuo cospetto, un mondo tutto da scoprire.

Con un linguaggio nuovo, pieno di descrizioni figurative che vanno ad espandere la mente del lettore alimentandone costantemente la fantasia, Viola Di Grado, esordisce pubblicata dalle edizioni e/o, vomitando parole a terra, come fa letteralmente la protagonista del suo romanzo in italiano, inglese e cinese. Presto, se la e/o vorrà farle un regalo, la vedremo pubblicata negli USA, da Europa Editions, casa editrice che vanta gli stessi proprietari di quella nostrana.

Il talento, e lo si può dire con estrema certezza, le verrà riconosciuto anche oltreoceano.