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L'incidente di Laurence Cossé

Autore: Marilia Piccone
Testata: Wuz.it
Data: 31 marzo 2011

Spesso è un attimo, una frazione di secondo, che decide della nostra vita. Spesso in quell’attimo non si ha neppure tempo di riflettere e l’azione che si compie è conseguenza di una reazione incontrollata, dettata da istinti profondi, in genere dai meccanismi della paura.
Lou lavora in un ristorante parigino. Il 31 agosto 1997, verso mezzanotte, sta rincasando al volante della sua Uno Fiat. Ha imboccato il tunnel dell’Alma alla velocità prescritta, 50 km all’ora. Nello specchietto retrovisore vede una bolide nero, una Mercedes, precipitarsi su di lei. Pensa che sia finita. Invece la Mercedes sterza, le striscia la fiancata, si schianta contro un pilone. È finita per gli occupanti della Mercedes. Ed ecco l’attimo che cambia la vita di Lou: non si ferma, non presta soccorso. Non saprebbe neppure dire perché. Paralisi da spavento? Comunque Lou torna a casa, mette la macchina in garage, controlla la fiancata e pensa che la porterà a riparare da un meccanico, e farà sostituire il fanalino posteriore. Il giorno seguente Lou apprende chi era a bordo dell’auto che poteva causare la sua, di morte: Lady Diana e il fidanzato Dodi al-Fayed. La principessa sulla cui tristezza di moglie tradita fin da prima delle nozze i rotocalchi rosa hanno scritto centinaia di pagine, commuovendo fino alle lacrime le lettrici.

Ne L’incidente la scrittrice francese Laurence Cossé (autrice del fortunato La libreria del buon romanzo) immagina che cosa succede ad una persona che ha commesso un errore: la colpa di omissione di soccorso sarebbe uguale nei confronti di chiunque fosse rimasto coinvolto nell’incidente; in questo caso, però, ci sono in gioco altri interessi, l’attenzione mediatica è fuori misura. Come si fa a venir fuori e a dire, ‘sono io la responsabile dell’incidente che ha ucciso Lady Di’, ‘ero io al volante della macchina-ostacolo che ha fatto sterzare la Mercedes di Lady Di’? Anche la vita di Lou ha una sterzata, sono finiti i suoi giorni tranquilli a 50 km all’ora. Prima le cose non dette al fidanzato che convive con lei, poi i sotterfugi per portare l’auto dal meccanico, per giustificare l’auto di cortesia che le viene data. Lei che non leggeva mai un giornale, ora compra le edizioni del mattino e del pomeriggio, le passa al vaglio cercando di capire se funzionassero gli autovelox nel tunnel, se ci siano dei testimoni che hanno visto la sua automobile. Ma questo è solo l’inizio…

Se il romanzo della Cossè sembra scontato e prevedibile all’inizio, ci riserba parecchie sorprese mentre avanziamo nella lettura. E saranno sorprese anche per la protagonista - o forse incarneranno dei timori tenuti a bada nel suo subconscio. Lou sarà costretta a cambiare vita. Radicalmente (e non vi dico perché). Lou si troverà a fare qualcosa che mai avrebbe pensato di fare. Ancora una volta agirà in un attimo, sulla necessità del momento. Dopo di quello - che è il vero punto di volta del romanzo - Lou non è più la stessa. Il suo dimagrimento è dovuto all’aver sovvertito la routine quotidiana, al suo essere in perpetua fuga, ma corrisponde anche alla sua nuova personalità, e il suo cambiamento verrà completato con la tintura bionda dei capelli (è vero o è paranoia, il sospetto di Lou di essere stata riconosciuta?). Non è che Lou assomiglia a Lady Diana, adesso? Lo notano, beffandosi di lei, persino i poliziotti a cui, alla fine, Lou si presenta per costituirsi… Le sorprese non sono ancora finite.

Persino l’incidente nel tunnel dell’Alma sembra essere una metafora di tutta la vicenda di Lou: la vita di una persona qualunque che viene sfiorata da quella di una persona non qualunque. Con esiti tanto più gravi quanto è maggiore l’importanza di quest’ultima.