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Un certo tipo di intimità

Testata: i-libri
Data: 5 ottobre 2010

Quando si dice che un libro offre la possibilità di conoscere nuovi mondi al lettore subito appaiono realtà esotiche o addirittura fantastiche, paesaggi mozzafiato, culture diverse.

Meno spesso si immagina di entrare profondamente in un piccolo universo parallelo che altro non è che la mente di una donna.

Questo è quello che accade a chi si avventuri nella lettura di questo romanzo. Si viene lentamente trascinati nel lavorio allucinato di una mente malata e fragile.
 

Annie è una donna sola, di quasi trent’anni, che elabora tutto ciò che la circonda caricandolo di aspettative, di significati nascosti, di illusioni vagamente patetiche.

E’ grassa, ma convinta del proprio potere seduttivo, tanto che, lungi dall’avere complessi fisici, osserva disgustata le ragazze più magre, è abbonata alla Rivista pornografica Abundance e sfrutta la sua prorompente fisicità per avventurarsi in incontri fugaci con uomini ossessionati da ragazze obese, finendo sempre per restar delusa. Lei cerca amore, complicità, loro offrono sesso e distacco emotivo.

Il suo passato riemerge lentamente, filtrando attraverso lunghi flashback attraverso i quali Annie tenta di comprendere il proprio passato, nella speranza di evitare nuovi errori nella sua agognata seconda possibilità di essere felice che sta vivendo al tempo del romanzo.

L’autrice è davvero brava nello svelare la vicenda lentamente, mantenendo alto il pathos che riesce a creare proprio con il ritmo lento e costante della narrazione.

Così, poco a poco, si comprende come la protagonista analizzi i comportamenti delle nuove persone che incontra in modo distorto, esasperato. Eppure non riesce davvero a suscitare comprensione o tenerezza, perché fa paura.

Annie inquieta, dissemina l’insicurezza del dubbio, e dopo aver letto questo libro, forse non guarderemo più nello stesso modo i vicini di casa timidi e goffi…