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Assenza/presenza di Elena Ferrante

Autore: Rodolfo Marotta
Testata: Falsi Movimenti
Data: 21 dicembre 2011

Da qualche tempo è in libreria l'ultimo romanzo di Elena Ferrante, L'amica geniale (E/O) che stranamente non ho ancora acquistato. Ogni volta che passo da una libreria mi fermo, lo sfoglio, resto immerso nel latte di una indecisione che sembra senza soluzione. Infatti finisco per riposizionarlo al suo posto e dirottare la mia attenzione verso altri titoli. Lo so che prima o poi sarà nella mia libreria ma il tragitto che porta a quel momento tarda a risolversi.
So qual è la causa di tutto questo ondeggiamento.
Elena Ferrante è scrittrice intensa e abile nello scavo psicologico, nel saper creare una tensione spessa e immergere le storie in atmosfere rarefatte e sospensioni temporali indefinite. Non si sa chi sia, forse uno pseudonimo dietro il quale si nasconde una donna o, magari, un uomo (c'è chi sostiene possa essere Goffredo Fofi) ma, in realtà, nessuno sa nulla. Vi è del positivo in questo stato di cose: nessun presenzialismo, premi o kermesse. Nulla.
Tuttavia resto, per una serie serie di motivazioni, titubante all'acquisto poichè ho un imprescindibile bisogno di collegare il libro a un autore, un volto, una storia parallela e reale che in qualche modo si colleghi a quella fantastica del romanzo. Ho necessità di mettere in relazione l'autore con la sua opera, intrecciare i due livelli, agire come un detective che usa il romanzo per definire i contorni dell'autore e l'autore per definire quelli del romanzo.
Che poi uno si chiede da cosa è data l'identità di un romanzo (e allo stesso modo potremmo dirlo di un'opera musicale o pittorica). Può prescindere dal contesto nel quale prende vita essendo l'autore parte di quel contesto?
Prima o poi lo leggerò...