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Barbara Garlaschelli ci racconta “L’amica geniale” di Elena Ferrante

Autore: Barbara Garlaschelli
Testata: Ho un libro in testa
Data: 25 gennaio 2012

Elena e Lila. Due amiche. Due esploratrici. Due superstiti. Due corpi e due menti in crescita.
 
L’ultimo romanzo di Elena Ferrante – che è il primo di una saga, ci avverte l’editore – è un intenso e appassionato viaggio nella vita di due bambine, prima e adolescenti e adulte, poi, dentro la Napoli degli anni del boom economico.
 
Elena è la voce narrante ma è Lila la protagonista, questa bambina-donna fuori dagli schemi misteriosa e vorace, destabilizzante e difesa, di cui tutti s’innamorano, anche chi la odia.
 
Attorno a loro due, un universo di personaggi vivi e luminosi, seguiti nel loro ascendere e discendere nel vortice indefinito della vita.
 
Con lo stile che ne fa una delle più grandi voci della narrativa italiana, la Ferrante ci incanta e incastra nelle pagine de L’amica geniale e ci costringe a correre a perdifiato, dietro la sua storia.
 
Questa, la sua voce.
 
“Così vestite, ci attardammo sul sagrato a far subito peccato parlando d’amore. Carmela non ci poteva credere che io rifiutassi il figlio del farmacista e lo disse a Lila. Lei, stupendomi, invece di filar via con l’aria di chi dice: chi se ne frega, s’interessò alla cosa. Ne parlammo tutte e tre.
<<Perché gli dici di no?>> mi chiese Lila in dialetto.
Risposi all’improvviso in italiano, per farle impressione, per farle capire che, anche se passavo il tempo a ragionare, per farle capire che, anche se passavo il tempo a ragionare di fidanzati, non ero da trattare come Carmela: <<Perché non sono sicura dei miei sentimenti>>.
 
“Disse che non sapevamo niente, né da piccole né adesso, che perciò non eravamo nella condizione di capire niente, che ogni cosa del rione, ogni pietra o pezzo di legno, qualsiasi cosa c’era già prima di noi, ma noi eravamo cresciute senza rendercene conto, senza mai nemmeno pensarci.”
 
 
“Disse in dialetto: <<Tu perdi ancora tempo con queste cose, Lenù? Noi stiamo volando sopra una palla di fuoco. La parte che s’è raffreddata galleggia sulla lava. Su questa parte costruiamo palazzi, i ponti e le strade. Ogni tanto la lava esce dal Vesuvio oppure fa venire un terremoto che distrugge tutto. Ci sono microbi dovunque che ti fanno ammalare e morire. Ci sono le guerre. C’è una miseria in giro che ci fa soffrire in un modo che non hai mai abbastanza lacrime. E tu che fai? Un corso teologico in cui ti sforzi di capire cos’è lo Spirito Santo?>>
 
Sapere che la storia di Elena e Lila non finirà con questo romanzo, mi riempie di gioia.