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L'amica geniale — Elena Ferrante

Autore: Silvia De Bernardi
Testata: Gli Amanti dei Libri
Data: 23 marzo 2012

Questo libro racconta una storia d’amicizia ambientata in un quartiere di Napoli negli anni’50 e ’60, quando nelle case iniziano ad entrare le prime televisioni e per le strade ci sono le millecento.

Raffaella (detta Lila) ed Elena sono coetanee:

“ La volta che Lila e io decidemmo di salire le scale buie che portavano, gradino dietro gradino, rampa dietro rampa, fino alla porta dell’appartamento di don Achille, cominciò la nostra amicizia.” p.23

Elena racconta la storia in prima persona e nella trama si intrecciano le storie delle famiglie del quartiere, un luogo difficile e violento:

“Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di tutto, in casa e fuori, ogni giorno, ma non ricordo di aver mai pensato che la vita che c’era capitata fosse particolarmente brutta. La vita era così e basta, crescevamo con l’obbligo di renderla difficile agli altri prima che gli altri la rendessero difficile a noi.” p.33

Intanto le amiche sognano di scrivere un libro insieme, per diventare ricche come l’autrice di Piccole donne.

Un ampio spazio è dedicato all’adolescenza delle ragazze, quando i confini si allargano fuori dal quartiere. Lila abbandona la scuola per andare a lavorare nella bottega del padre scarparo ed Elena, invece, viene accompagnata dal papà a visitare il liceo e per la prima volta vede il mare:

“Fu un momento indimenticabile. Andavamo verso via Caracciolo, sempre più vento, sempre più sole. Il Vesuvio era una forma delicata color pastello ai piedi della quale si ammucchiavano i ciottoli biancastri della città, il taglio color terra di Castel del’Ovo, il mare. Ma che mare. Era agitatissimo, fragoroso, il vento toglieva il fiato, incollava i vestiti addosso e levava i capelli dalla fronte.” p. 134

Lo stile e il linguaggio sono puliti; anche se l’autrice usa dei termini dialettali non ci sono “scalini” nella lettura. I personaggi sono descritti con una cura particolare. La trama ha una stasi nella parte centrale dove la scrittrice insiste molto sulla figura di Lila, rendendola quasi fastidiosa, ma continuando nella lettura , attraverso una battuta del personaggio,  si capirà il motivo di questa scelta.

Il finale è aperto, perché questo testo è solo il primo di una serie di libri (non sono specificati quanti), che descriveranno giovinezza, maturità e vecchiaia delle amiche.

Non conoscevo l’autrice e, come sempre mi capita quando entro nel mondo che altri hanno scritto, mi è venuta voglia di vedere il suo volto. Della Ferrante però non si trova, volutamente, nemmeno una foto.