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I dannati e gli innocenti dell'America di Williams

Autore: Susanna Nirenstein
Testata: La Repubblica
Data: 23 marzo 2014

Tennessee Williams è un insieme disturbante, commovente, illuminante. Vede tutto. Altrimenti non avrebbe potuto scrivere La gatta sul tetto che scotta, Un tram che si chiama desiderio, Lo zoo di vetro... In questi racconti che e/o manda in libreria in occasione dell'anniversario della sa nascita (26 marzo 1911), L'innocenza delle caramelle, ritroviamo tutto il suo lato oscuro e lo sberleffo amaro all'America sull'orlo di un precipizio morale. Non c'è storia che non si infili nell'universo dei dannati (L'apollo monco, con quel suo fantastico protagonista maledetto e beffardo), i solitari (magari poeti come nel Il campo dei bambini azzurri), gli smarriti, gli innocenti, i colpevoli senza colpa, tra chi è stato schiacciato da un padre fanaticamente religioso e poi ha sfidato il mondo (come L'uccellino giallo, a suo modo autobiografico come gran parte dell'opera di Williams), tra chi ha creduto di farcela e poi si è perso (La maledizione). Quel che gli interessa sono i conflitti interiori, quelli scaturiti dagli scontri tra lo spirito e la carne, tra la bellezza e la morte, tra il desiderio e la paura. Quasi alla fine La notte dell'iguana ci riporta nel cuore di Tennessee Williams, alla guerra tra l'io e la vita.