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Chi ha paura di Pulcinella?

Autore: Anna Petrazzuolo
Testata: Repubblica Napoli
Data: 25 gennaio 2015

Esordio pulp per Massimo Torre, autore del romanzo "Chi ha paura di Pulcinella?" (Edizioni e/o). Formatosi a stretto contatto con i testi di Antonio Petito, Torre gli rende omaggio imbastendo una trama che è saldamente ancorata alla tradizione comica napoletana da Fiorillo a Eduardo, rivisitandola però in chiave contemporanea. Il suo Pulcinella è sì esuberante e di buon appetito ma è anche riflessivo, pratica le arti marziali, è un mago dell'informatica e non vi è oggetto che non sappia riparare. La maschera col naso adunco, la gestualità plateale e il linguaggio scoppiettante diventano i tratti di un nuovo supereroe che piomba nel popolare Rione Sanità per liberarlo dalla Compagneria, feroce clan camorristico che fa capo a Clemente Sparaco. E come ogni supereroe anche questo Pulcinella nasce come alter ego. E' infatti l'altro volto di Puccio D'Aniello, l'insospettabile tuttaio che nel fare il paladino dei deboli è sospinto da ragioni personali, ossia rendere giustizia a suo padre, morto suicida per colpa degli Sparaco. La narrazione prende quota subito e, come una ruota panoramica, ci trascina su e giù tra la città di sopra e quella di sotto, descrivendo ora i cunicoli scavati nel tufo ora il fascino sinistro di Palazzo Sanfelice, quartier generale del boss. Nel calderone del suo romanzo, Torre riesce a infilare qualsiasi cosa: situazioni paradossali, ricongiungimenti familiari, esperimenti su cavie umane, virus letali, fino alla spettacolare pioggia che cade a conclusione della storia, quasi un diluvio universale scaturito dall'ira divina per rigenerare il rione. Ne risulta un fantathriller che ha nella perversione la sua cifra dominante, come conferma l'esplicito rimando al "Gang bang" di Chuck Palahniuk.
Irriverente e audace, Pulcinella non sembra affatto a disagio, trova anzi anche il tempo per innamorarsi di Rosa, che strappa alle fauci del malvagio rampollo del clan. Il finale da commedia è, così, assicurato.