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Il vento di San Francisco

Autore: Erminio Fischetti
Testata: Mangialibri
Data: 30 luglio 2015

Daniel Lavette è nato in un vagone merci che attraversa gli Stati Uniti. Pesa più di quattro chili. Siamo alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento e i suoi genitori, Joseph e Anna, sono immigrati giunti da poco ad Ellis Island. Lui, franco-italiano, è un pescatore, lei, italiana di Albenga, ha appena vent’anni ed è bellina e gentile. Nei suoi primi mesi di vita Daniel cresce fra i campi di lavoro lungo la ferrovia. Ma è quando, dopo un lungo peregrinare, la coppia giunge col bambino a San Francisco che suo padre decide che quello è il posto che fa per lui. Presto l’uomo viene assunto come pescatore su un grosso peschereccio. E sono le strade di Howard Street i primi ricordi del piccolo Daniel, le strade di un’America povera ma in crescita che lo portano, dopo la morte di entrambi i genitori, anni dopo, nel terribile terremoto che sconvolse il 18 aprile 1906 la città (“l’orgogliosa regina della costa del Pacifico. Aveva tutti gli attributi e le virtù e i vizi che la storia chiede a una grande città: una popolazione di circa quattrocentoventicinquemila abitanti, grandi alberghi, splendidi palazzi da ricchi, miserabili tuguri da poveri, chiese, cattedrali, sinagoghe, collegi, ospedali, biblioteche, una macchina politica che non era seconda a nessuno per rapacità…”), a inseguire il successo tanto agognato nel mondo degli affari e a portarlo alle vette più alte della società, grazie anche ad un buon matrimonio. L’American dream prende corpo in fretta…



Anche Howard Fast era figlio di due emigranti. Il padre era ucraino, la madre inglese e come il protagonista di questo romanzo che diverrà, alla sua pubblicazione nel 1977, un bestseller dal successo planetario, primo di una saga famigliare di sei volumi, ha avuto un’infanzia di stenti, tanto che dopo la morte prematura della madre fu mandato a lavorare come strillone e dopo una rapida gavetta e un’istruzione perlopiù da autodidatta nel 1939 a 25 anni è già narratore di successo, salvo poi essere messo al bando negli anni Cinquanta perché nella black list di McCarthy in quanto comunista (si prodigò anche molto politicamente, salvo poi abbandonare l’ideologia una volta scoperti i crimini di Stalin). Il vento di San Francisco è un perfetto feuilleton in stile anni Settanta e Ottanta, di quella narrativa popolare possiede tutti gli ingredienti: la lotta per il successo, la povertà, la ricchezza, lo scontro sociale, lo sfondo storico, l’amore, il sesso, una scrittura semplice e divulgativa (non a caso ha scritto anche per la televisione e questo romanzo fu oggetto di una miniserie in due parti candidata ai Golden Globe nel 1979). Tutti elementi di cui Fast è stato maestro con i suoi oltre ottanta romanzi, snobbati spesso dalla critica, ma in fase di riscoperta a seguito della sua morte avvenuta nel 2003. Ma la vera qualità è una sola in fondo: saper scrivere. -

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