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RECENSIONE | "L'amica geniale" di Elena Ferrante

Testata: Pennadoro
Data: 28 settembre 2015

“ La volta che Lila e io decidemmo di salire per le scale buie che portavano, gradino dietro gradino, rampa dietro rampa, fino alla porta dell’appartamento di do Achille, cominciò la nostra amicizia.
Mi ricordo la luce violacea del cortile, gli odori di una serata tiepida di primavera. Le mamme stavano preparando la cena, era ora di rientrare, ma noi ci attardavamo sottoponendoci per sfida, senza mai rivolgerci la parola, a prove di coraggio. Da qualche tempo, dentro e fuori scuola, non facevamo che quello. Lila infilava la mano e tutto il braccio nella bocca nera di un tombino, e io lo facevo subito dopo a mia volta, col batticuore, sperando che gli scarafaggi non mi corressero su per la pelle e i topi non mi mordessero. Lila s’arrampicava fino alla finestra a pianterreno della signora Spagnuolo, s’appendeva alla sbarra di ferro dove passava il filo per stendere i panni, si dondolava, quindi si lasciava andare giù sul marciapiede, e io lo facevo subito dopo a mia volta, pur temendo di cadere e farmi male.

In questo primo volume della quadrilogia, Raffaella Cerullo (detta Lila) sparisce nel nulla. Suo figlio Rino la cerca disperatamente e chiede aiuto ad Elena Greco, l’amica di sempre. Elena comprende subito che Lila ha messo in atto un suo proposito coltivato per ben tre decenni: sparire nel nulla senza lasciar traccia. A Elena il compito di ripercorrere la loro storia basata sull’amicizia, iniziata sui banchi di scuola.

Leggeremo di Elena e Lila, della loro infanzia, adolescenza, università e matrimonio. La loro straordinaria amicizia nasce e cresce in una Napoli turbolenta, dall’inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso fino ai nostri giorni.
“ Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di tutto, in casa e fuori, ma non ricordo di aver mai pensato che la vita che c’era capitata fosse particolarmente brutta. La vita era così e basta, crescevamo con l’obbligo di renderla difficile agli altri prima che gli altri la rendessero difficile a noi.
Le due ragazze sono molto diverse tra loro ma si rispecchiano l’una nell’altra. Ognuna vuole provare le esperienze, le emozioni dell’amica e questo le porta a vivere un rapporto a volte turbolento a volte di una sconfinata tenerezza.

Nel rione dove vivono Lila e Lenù, la vita è difficile, dura. Crescere vuol dire combattere quotidianamente la propria battaglia e non tutti sono adeguatamente preparati. Lila è una ragazzina molto intelligente che interrompe gli studi, per volere dei genitori, e inizia a lavorare per aiutare il padre. Lila è irrequieta, pronta ad affrontare sempre nuove sfide, ama i libri.

Lenù è dolce, affidabile, tenace, timida. Lo studio è un modo per affermare se stessa ma non è sempre facile superare le mille difficoltà che si presentano sul suo cammino.

Lenù subisce le cattiverie di Elena, per lunghi periodi si sottrae all’influenza dell’amica ma basta uno sguardo, una muta richiesta d’aiuto e tutto ricomincia. Tra invidia e consolazione, complicità e confidenze, primi amori e scelte dolorose, le due ragazze vivono la loro infanzia e l’adolescenza. Molti i fatti narrati, tanti i protagonisti minori che accompagnano la crescita delle protagoniste. La loro amicizia, pur tra ali e bassi, è vissuta in modo profondo influenzandosi reciprocamente, vivendo i sentimenti buoni e cattivi che nutrono, nel tempo, l’una per l’altra. Assisteremo al mutamento delle persone, al cambiamento del rione napoletano, al progredire dell’Italia. Lila e Lenù ci guidano attraverso questi cambiamenti che riguardano sia la società sia la loro amicizia. Per scoprire come evolverà questa strana o geniale amicizia non mi resta che procedere con la lettura delle quadrilogia formata da:
"L’Amica Geniale" (2011)
"Storia del nuovo cognome" (2012)
"Storia di che fugge e di chi resta" (2013)
"Storia della bambina perduta" (2014)

Ho aspettato di avere tutti e quattro i libri prima di avventurarmi tra le pagine di un romanzo lungo una vita. Volevo leggere di seguito i romanzi per apprezzare al meglio le sfumature di una narrazione che conquista pian piano. “L’amica geniale” è una lettura fluida anche se spesso mi sono ritrovata a “parlare” con i protagonisti della storia: le scelte dei loro genitori, la violenza dilagante nel quartiere, le rivalità e le cattiverie gratuite, i fidanzamenti “da scalata sociale” sono alla base del mio interagire con l’evolversi dei fatti. Pagina dopo pagina conosciamo non solo dei ragazzi che cercano il loro posto nella microsocietà di un quartiere, ma anche un modo di concepire lo studio, la famiglia, l’amore, l’amicizia che può sembrare superficiale e arrogante ma che rivela la fragilità delle persone. Quando si vuole nascondere tale fragilità ecco che la violenza ha il sopravvento. Crescere non è facile e sicuramente nel rione di Lila e Lenù è una sfida quotidiana. In questa lotta quotidiana “è geniale” la loro amicizia ricca di sfumature e contraddizioni tale da diventare “il filo d’Arianna” che guiderà il lettore attraverso la narrazione di molteplici storie. La scrittrice riesce a conquistare il lettore con la semplicità della narrazione che si rivela avvolgente, impregnata di emozioni che giocano con i ricordi, con il tempo che passa, i gesti, le scelte.

Da più di vent’anni Elena Ferrante scrive libri pubblicati sempre dalla stessa casa editrice (la romana e/o) e dai suoi primi due romanzi sono stati tratti film di successo: “L’amore molesto” di Mario Martone e “I giorni dell’abbandono” di Roberto Faenza.

Elena Ferrante è uno pseudonimo dietro il quale si cela una persona che vuole essere riconosciuta non per la sua “immagine” ma per ciò che scrive, per il contenuto delle sue storie. Spesso il nome famoso fa da apripista a un libro che acquistiamo a scatola chiusa richiamati dalla fama di colui/ei che l’ha scritto. Non è importante conoscere chi si nasconde dietro a Elena Ferrante, i suoi romanzi sono intensi e ricchi di emozioni. Da leggere!