Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

La scrittrice fantasma è una star

Autore: Stefania Scateni
Testata: L'Unità
Data: 31 dicembre 2015

Lo scrittore dell'anno? E' un'ombra. Ha un nome femminile ma chissà come si chiama veramente. Dentro il nome che si è data si può celare una donna o un uomo, come sappiamo. Non sappiamo. Non c'è volto né corpo. Nessuna storia privata né pettegolezzi, o letture, festival, incontri con i lettori, e via presenziando. C'è solo scrittura, parole, emozioni, rispecchiamenti: romanzi, che non è poco di questi tempi. In "pista" dal 1992, l'anno del suo esordio con L'amore molesto, pubblicato dall'editore indipendente e/o - che pubblicherà tutti i suoi romanzi - Ferrante si fa subito notare: vince il Premio Elsa Morante e si ritrova al cinema, con Mario Martone che dal romanzo trae un film. E le regole sono subito dettate dall'autrice in una lettera all'editore: «Non parteciperò a dibattiti e convegni, se mi inviteranno. Non andrò a ritirare premi se me ne vorranno dare. Non promuoverò il libro mai, sopratutto in televisione né in Italia né eventualmente all'estero. (...) Io credo che i libri non abbiano bisogno degli autori, una volta che siano stati scritti. (I libri) Mi sembrano una sorta di portento notturno, come quando da piccola aspettavo i doni della Befana, andavo a letto agitatissima e la mattina mi svegliavo e i doni c'erano, ma la Befana nessuno l'aveva vista». E così è stato. La "Befana" torna dieci anni dopo con un romanzo strepitoso, crudo, doloroso e sincero, che roberto Faenza sceglie per realizzare un film con lo stesso titolo. Aumenta il numero di critici e giornalisti che si accorgono della Ferrante, tutti ne parlano e nei salotti si gioca a un nuovo gioco vagamente perverso: "chi è veramente la Ferrante"? Le ipotesi più quotate sono Domenico Starnone, Anita Raja - moglie di Starnone, Francesco Piccolo, Daria Bignardi e via con il quiz. La cuoriosità dura un pugno di anni e nel frattempo esce La figlia oscura (2002), il libro per bambini La spiaggia di notte (2007) e nel 2011 la prima "puntata" della quadrilogia dell'Amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo volume, Storia del nuovo cognome, nel 2013 dal terzo, Storia di chi fugge e di chi resta, e nel 2014 dal quarto e ultimo, Storia della bambina perduta. L'amica geniale è un'opera autobiografica? Chissà. di sicuro è una storia molto coinvolgente. Se vogliamo forse ci sembrerà di trovare qualche indizio, ma cosa importa? Con L'amica geniale Elena Ferrante fa un passo oltre, un salto impegnativo. I lettori se ne accorgono e, gradualmente aumenta il consenso, ovverosia le vendite. Via via che l'editore sforna i quattro volumi che compongono la saga (o feuilleton, come è stato denominato da alcuni critici) i titoli scalano gradualmente le classifiche dei più venduti. E la presenza al Premio Strega di quest'anno accelera l'aumento dei numeri. In Italia, a finora, sono state vendute 700mila copie dei quattro volumi. Ma la sorpresa è stata l'accoglienza all'estero della quadrilogia dell'Amica geniale. Negli Usa e nel Regno Unito Ferrante è diventata una star, con tanto di estimatori famosi, da James Franco a Gwyneth Paltrow, e intellettuali e scrittori come il Pulitzer Elizabeth Strout, Alice Sebold, l'ex Pink Floyd Roger Waters, il regista John Waters. Molly Fisher ha confessato di aver cominciato a leggere il primo volume dell'Amica geniale e di non essere riuscita più a fermarsi. Sul New Yorker, il critico James Wood parla di «literary excitement» (eccitamento letterario); la rivista Foreign Policy l'ha inserita nella lista dei cento global thinker del 2014. Il grande amore per l'autrice della saga si trasforma in vendite: in America 750mila tra volumi ed ebook e in Inghilterra, dove sono usciti solo due volumi, sono già state vendute 250mila copie. Per tutto questo, per la sua scrittura, per la sua storia, per le sue scelte, è Elena Ferrante la scrittrice del 2015. E l'editore dell'anno, naturalmente p la casa editrice e/o, che ci ricorda che i "piccoli" sono una risorsa e possono essere vincenti. I grandi gruppi editoriali avrebbero amato e coltivato per vent'anni una scrittrice? «Gli individui e le città senza amore sono un pericolo per sé e per gli altri» scrisse anni fa Elena Ferrante. Anche gli editori.