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Io, te e il nostro infinito oriente

Testata: Amica
Data: 27 agosto 2016

Fosse un palazzo, Bussola avrebbe così tante stanze e così particolari da scoprire che non basterebbe un anno per girarlo tutto. Mathias Enard è bravo, bravissimo, nell'arte di sedurre il lettore accompagnandolo nelle sue trame - e, se vi fosse sfuggito Zona (Rizzoli), rimediate. Questo è un romanzo che avanza come un fiume, sembra lento ma, pagina dopo pagina, si evolve: ci sono Franz e Sara, studiosi di civiltà orientali, e la loro storia d'amore tra Europa, Iran, Turchia e Siria. Anni di una passione che in Francia (dove il libro è stato il bestseller del 2015) hanno definito "erotismo della cultura". C'è l'amore per la diversità, per i suk, per le nuvole d'oppio e le atmosfere da Le mille e una notte.

C'è anche l'invito a scoprire, a stupirsi e ad andare oltre i luoghi comuni. Mathias Enard è un conoscitore quasi maniacale di posti e situazioni che fa vivere ai suoi personaggi. È soprattutto, uno spirito curioso. Queste pagine seducono per l'erudizione e la passione di cui traboccano, senza dimenticare che un romanzo è una storia (e una scrittura che la renda magica). In entrambi i casi, lo scrittore transalpino ha una marcia in più.