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Concerto in memoria di un angelo, di Eric-Emmanuel Schmitt

Autore: Sandra Bardotti
Testata: Wuz.it
Data: 23 settembre 2010

Se il genere del racconto viene ancora troppo spesso considerato di livello inferiore rispetto al romanzo, Concerto in memoria di un angelo di Eric-Emmanuel Schmitt, edito da e/o, dimostra che questo pensiero è frutto di un pregiudizio. La tradizione italiana, dopo Calvino e le sue Lezioni americane (che Schmitt giustamente ricorda nel giornale di bordo allegato a fine raccolta), dovrebbe ben conoscere la differenza fra semplicità e semplicismo. Con questa raccolta, Schmitt si conferma un maestro indiscusso nel genere del racconto, del quale varie volte ha rivendicato la difficoltà strutturale e la perfezione formale e tecnica in esso racchiusa. Come ogni libro, un libro di racconti ha un tema e una forma che lega i singoli testi, pur sempre fruibili singolarmente e separatamente, e il lavoro di pulitura e riduzione all’essenziale è frutto di faticosa analisi e critica. “Ci vuole tempo a ridurre un racconto all’essenziale, a evitare le peripezie inutili, a ridurre una descrizione a una suggestione, a pulire la scrittura e a togliere ogni autocompiacimento dell’autore”: insomma, un buon scrittore di racconti non lascia niente al caso, soppesa parole e dettagli, fino a raggiungere la forma perfetta. È un artigiano della parola.

Quattro racconti, il cui filo conduttore è il tema degli esseri che evolvono in conseguenza delle loro scelte o dei loro traumi. Un percorso tra dannazione e redenzione, che evidenzia quanto sia sottile la linea che separa cattivi e buoni sentimenti. Con la delicatezza e la profondità che gli appartiene, Schmitt dipinge un intero universo in ogni racconto.
Apre la raccolta L’avvelenatrice, la storia di Marie Maurestier, anziana signora che conserva un terribile segreto: l’omicidio dei suoi mariti. L’incontro con un prete giovane e affascinante la spingerà a intraprendere un cammino di redenzione, fino a quando lui non verrà trasferito altrove e lei interromperà bruscamente il percorso.
Il ritorno racconta di un padre, di professione marinaio, costretto a essere sempre lontano da casa, dalla moglie e soprattutto dalle figlie, che quasi non conosce e spesso confonde, come se avesse dimenticato il significato dell’amore paterno. Un giorno gli viene annunciato che una delle sue figlie è morta, e da questo momento inizia il suo percorso per rimediare agli sbagli e alle assenze.
Concerto in memoria di un angelo è il terzo racconto, forse quello che condensa meglio degli altri la variabilità dei comportamenti e delle azioni umane. È la storia di Chris e Axel, due giovani dagli opposti caratteri, il primo disinteressato e gentile, il secondo competitivo e spietato. Ma un evento tragico cambierà e ribalterà la loro indole.
Chiude la raccolta Un amore all’Eliseo, storia di un amore presidenziale apparentemente da favola, che nasconde sotto la superficie ricatti e incomprensioni.

Concerto in memoria di un angelo ha la musicalità caratteristica di ogni libro di Schmitt. Non è un caso che il titolo rimandi all'omonima composizione di Alban Berg. Le vicende che Schmitt racconta sembrano seguire lo svolgimento delle note su un pentagramma, ed è così che il lettore si trova trascinato con dolcezza nel racconto, entrando inevitabilmente a farne parte e a condividere le scelte della sua vita con quelle dei personaggi. Tutti i personaggi sono caratterizzati esemplarmente, sono vivi e nitidi, assumono autonomia attraverso pochi dettagli e sfumature. A tutti è concessa l’opportunità di redimersi, ma ognuno di loro risponde in maniera diversa: c’è chi l’accetta, chi la respinge e chi semplicemente nemmeno si accorge di averla ricevuta. Concerto in memoria di un angelo è un inno alla vita e alle sue infinite possibilità. Con questa raccolta Schmitt ha vinto il più prestigioso premio letterario francese, il Prix Goncourt pour la nouvelle .