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Ognuno ha l'occasione di cambiare la propria vita

Autore: Roberto Carnero
Testata: Il Piccolo
Data: 20 settembre 2010

PORDENONE Il suo nuovo libro, ”Concerto in memoria di un angelo” (traduzione di Alberto Bracci Testasecca, edizioni e/o, pagine 200, euro 17,00 ), è l’esordio italiano, in libreria da pochi giorni. Ma Eric-Emmanuel Schmitt , francese, classe 1960, è uno dei maggiori esponenti della drammaturgia in lingua francese a livello mondiale. Questo, però, è un volume di racconti (verrà presentato domani alle 17,30 a Palazzo Montereale Mantica da Fabio Gambaro nell’ambito di “Pordenonelegge”). Così l’autore ci spiega il significato della raccolta: «Ogni personaggio ha, prima o poi, l’occasione per cambiare. La vita gli offre un momento in cui può prendere coscienza di ciò che è, e poi, eventualmente, trarne le conseguenze. Il tema del libro è la redenzione. Come una luce, essa è offerta a tutti. Ma se alcuni vedono la luce, altri la evitano, e altri ancora ci passano accanto senza accorgersene». Un’anziana signora decisamente cattiva, che comincia a redimersi grazie all’avvenenza del suo nuovo parroco. Un marinaio sempre lontano da casa, che non si ricorda più delle sue figlie. Due amici dai caratteri opposti che finiranno con lo scambiarsi le parti. Una coppia che vive una situazione di crescente incomunicabilità. Questi i personaggi dei racconti. Ma da dove ha tratto ispirazione lo scrittore? «Osservo la gente, leggo i giornali, ascolto quello che mi dicono le persone (che peraltro adorano raccontare storie a uno scrittore che amano), poi la mia immaginazione fa il suo misterioso lavoro di alchimia. Alla fine ho l’impressione di aver ricevuto tutto insieme sia dalla vita che dall’immaginazione, poiché i personaggi si impongono dentro di me, mi dettano quello che devo scrivere. Mi sento più scrivano che scrittore». Oltre ai racconti, nel volume sono raccolti alcuni estratti del diario privato di Schmitt, scritto proprio durante il lavoro di composizione delle storie: «Nelle edizioni tascabili dei miei libri ho spesso aggiunto il mio diario; questa cosa molto spesso ha provocato delle e-mail da parte dei lettori così entusiastiche e appassionate che ho deciso, questa volta, di pubblicarlo direttamente nella prima edizione. Questo diario di scrittura diventa un diario di lettura per i lettori, che in tal modo riflettono e formulano interrogativi, completando con la riflessione il puro piacere di seguire una storia». Schmitt ha studiato filosofia, letteratura, ma anche musica. Da dove nasce la passione per la musica? E in che modo si lega a quella per la letteratura? «Sognavo di diventare compositore. Sfortunatamente ho poca fantasia in ambito musicale, mentre ne ho moltissima in letteratura. Nei miei libri c’è una grande nostalgia della musica: questo mi aiuta a formulare le frasi, variare i tempi, cercare le giuste sonorità. E poi, poiché invidio alla musica il suo potere di arrivare immediatamente al cuore, amo mescolare nelle mie storie l’emozione e la riflessione. Un racconto non è mai troppo commovente». Ma come è nata la passione per la scrittura? «Ho sempre scritto, a volte senza neanche rendermene conto. A undici anni ho scritto il mio primo romanzo. Si trattava di una nuova avventura di Arsenio Lupin, poiché avevo letto tutti i volumi di questo ladro gentiluomo e non riuscivo ad accettare l’idea di abbandonarlo... È stato un segno: scriviamo i libri di cui sentiamo la mancanza. In ogni caso, avevo vent’anni quando ho preso atto della mia vocazione di romanziere e ho accettato l’idea che attraverso la scrittura avevo trovato la mia salvezza». Quanto ai modelli letterari, non a caso, Schmitt cita al primo posto uno scrittore-filosofo: «Il mio modello è Diderot. Ha scelto di trattare la filosofia all’interno della narrativa, attraverso storie, romanzi, opere teatrali. Non si è mai comportato da accademico borghese, ha mescolato il sublime con il banale, riflessioni metafisiche e aneddoti, il comico e il profondo. È generoso, insolente, e si differenzia dagli altri senza ostentazione, è il maestro della libertà. Non penso come lui, ma cerco di comportarmi come lui: liberamente». Schmitt ha intenzione di continuare a scrivere e ha già progetti per il futuro: «Ho parlato d’amore, ma ho parlato poco di sesso. Da qualche anno sto preparando un romanzo su questo tema, con una trentina di personaggi. Nel frattempo, provo così tanto piacere nel diventare tutti quei personaggi, ad avere tutte queste differenti sessualità (nell’immaginazione, è chiaro) che non mi metto fretta. E mi piace prendermi il mio tempo. Quante vite appassionanti in più che mi offro!».