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Letteratura giapponese

Iwaki Kei

Iwaki Kei

Iwaki Kei è nata a Ōsaka nel 1971. Dopo essersi laureata in Giappone si è trasferita in Australia, dove vive ancora oggi e dove ha lavorato prima come tutor di lingua giapponese e successivamente come traduttrice. Arrivederci, arancione è il suo romanzo d’esordio, vincitore dei prestigiosi premi Dazai Osamu nel 2013 e Ōe Kenzaburō nel 2014.

Tutti i libri di Iwaki Kei

Ultime recensioni

  • — Fangirl in Love with Books, 15 luglio 2018
  • Del titolo che ha inaugurato questo esperimento nippofilo, Il Giovane Robot di Sakumoto Yōsuke, vi ho già parlato. Forse dei tre romanzi finora visti è quello con un pubblico di riferimento più chiaro e magari è per questo motivo che se ne è parlato di più rispetto ai...
    — Gerundio presente, 7 luglio 2018
  • Un romanzo di grande attualità. Un romanzo imprescindibile per capire meglio l'altro.
    — Eleonora F - misstortellino, 5 luglio 2018
  • "Quando si vive in un paese straniero le parole assumono il ruolo fondamentale di scudo e arma nello stesso tempo". Arrivederci, arancione (Edizioni E/O), affronta la discriminazione in maniera insolita. È il linguaggio stentato, la paura di non comprendere a creare una barriera...
    — La Repubblica - Robinson, 6 maggio 2018
  • Il 23 aprile si festeggia in tutto il mondo la Giornata del libro e del diritto di autore, cioè è la festa di chi scrive ma anche di chi legge e il momento per regalare un libro a chi si vuole bene o a chi ci piace. A Barcellona e in tutti i paesi catalani, per esempio, è...
    — Gioia, 23 aprile 2018
  • Protagoniste del romanzo di Iwaki Kei sono Salima e Sayuri, un'africana e una giapponese, le cui vite si incrociano in Australia dove cercano di farsi una nuova vita, assieme a una galleria di altri personaggi.
    — Diva e donna, 4 aprile 2018
  • Un paese estraneo, senza un parente o un amico. Un lavoro umilissimo in un supermercato, al termine del quale non le resta che piangere sotto la doccia. E una lingua sconosciuta, che le impedisce di comunicare. Ma non c’è solo la rifugiata Salima, in un’Australia che offre...
    — L'Espresso, 25 marzo 2018

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