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Letteratura tedesca

Christa Wolf

Christa Wolf

Christa Wolf (1929-2011) è una delle più significative voci della letteratura contemporanea, la sua opera letteraria e saggistica è tradotta in tutto il mondo.

«Diamo il triste annuncio della scomparsa di Christa Wolf a Berlino, all’età di 82 anni.
Christa è stata un’amica magnifica, e una scrittrice che ci ha cambiato la vita in questi ultimi trent’anni. Abbiamo mille bellissimi ricordi di lei in Germania, in Italia e altrove, le vacanze trascorse assieme anche con il marito Gerhard, le discussioni letterarie e politiche sempre appassionate, e anche le risate e i momenti conviviali. Fin da Cassandra le sue parole, i suoi sentimenti e i suoi pensieri ci hanno profondamente influenzati e trasformati e poi l’abbiamo seguita come suo editore italiano in tutto il suo coraggioso cammino.
Lascia in tutti noi un esempio di rigore, intelligenza, umanità e sensibilità insuperabili.»

—  Sandra Ozzola e Sandro Ferri

«Il nostro Paese piange la morte di Christa Wolf. La sua opera letteraria ha smosso ed entusiasmato le persone, spingendole a riflettere. Nella sua opera si ritrovano le grandi speranze e i grandi errori, le paure e i desideri di intere generazioni. Per moltissimi lettori Christa Wolf è stata più che una scrittrice. In modo quasi antiquato, e tuttavia sempre attuale, Christa Wolf ha creduto nella bontà e nella capacità di migliorarsi dell'uomo».

— Christian Wulff, Presidente della Repubblica Federale di Germania

«Nei bei libri c’è sempre qualcosa di intenso che è come se fosse fuggito via per sempre dalla persona che li ha scritti, rendendola umanamente più povera. Non è il caso di Christa Wolf. Ciò che le sue pagine consegnano ai lettori è anche ciò che ne fa una persona eccellente. Lei è i suoi libri, e i suoi libri sono lei.» [continua a leggere]

— Omaggio a Christa Wolf in occasione del suo ottantesimo compleanno. Dal testo scritto da Anita Raja e Domenico Starnone per il volume pubblicato in Germania in occasione degli ottanta anni di Christa Wolf.


Rassegna stampa essenziale in morte di Christa Wolf: Il fatto quotidiano, La Repubblica, L'Unità.

Tutti i libri di Christa Wolf

Ultime recensioni

  • Da una delle voci più influenti e perché no anche criticate della letteratura tedesca, arriva un racconto scritto nel 1971 e rimasto inedito fino a oggi. Epitaffio per i vivi (edizioni E/O, 160 pp., 14,50 € trad. Anita Raja,) raccoglie in forma estremamente condensata e intensa...
    — Roar Magazine, 12 novembre 2015
  • «Cara Jana, que­sto regalo di Natale è forse un po’ egoi­sta. Ma penso che tu sia (quasi) cre­sciuta e da tempo avre­sti dovuto pren­dere con­fi­denza con la mia scrit­tura». È il 1988 e una ragaz­zina di sedici anni riceve in dono undici volumi, tra romanzi e...
    — Il Manifesto, 15 settembre 2015
  • Dare “espressione all’inesprimibile” è quello che ha cercato di fare Günter Grass nella sua autobiografia Sbucciando la cipolla, ovvero portare alla luce i sensi di colpa della Germania da sempre tenuti sotto silenzio. Ma non è stato ascoltato. Ha attratto di più il...
    — Mangialibri, 25 giugno 2015
  • Lo scrittore Gerhard Wolf ha scartabellato carte e faldoni nei meandri dell'Accademia delle Arti di Berlino. Ha trovato lì alcuni inediti, non scritti qualunque, ma quelli di sua moglie Christa, autrice che ha segnato per mezzo secolo, a partire dagli anni sessanta del Novecento,...
    — A Sud d'Europa, 24 giugno 2015
  • “La cosa più importante che le persone dovrebbero fare le une per le altre è sostenersi e incoraggiarsi reciprocamente. E proprio questo non accade – o accade troppo poco”. Lo diceva nel 2005 su Die Zeit Christa Wolf, pensatrice e scrittrice tedesca, nota in Italia...
    — Satisfiction, 3 giugno 2015
  • “La cosa più importante che le persone dovrebbero fare le une per le altre è sostenersi e incoraggiarsi reciprocamente. E proprio questo non accade – o accade troppo poco”. Lo diceva nel 2005 su Die Zeit Christa Wolf, pensatrice e scrittrice tedesca, nota in Italia grazie...
    — Satisfiction, 3 giugno 2015
  • «CIÒ che mi uccide, partorirlo». Christa Wolf cita Karoline Von Günderrode, poetessa romantica, morta suicida a 26 anni nel 1806. Un verso che per lei è anche un presagio, un blasone, un monito. Lo cita in “Riflessioni sul punto cieco”, il discorso che tenne al Congresso...
    — Repubblica, 29 maggio 2015
  • Dal 9 feb­braio al 9 marzo del 1971, Chri­sta Wolf com­pone Nachruf auf Lebende. Die Flu­cht (Suhr­kamp, 2014), lungo rac­conto fino a pochi mesi fa ine­dito e visi­bile solo nell’Archivio dell’Accademia di Belle Arti di Ber­lino. Ora gra­zie alla tra­du­zione...
    — il manifesto, 30 aprile 2015
  • Molti anni fa, nel corso di una conversazione memorabile, il grande drammaturgo Heiner Müller disse al sottoscritto che, senza il soffio dell'utopia, la società capitalistica non poteva che ridursi a una giungla con una polizia efficiente. Ritrovo ora quel punto di vista...
    — L'Espresso, 24 aprile 2015
  • Per ritornare a discutere su Christa Wolf, sulle contraddizioni e sulla complessità del suo pensiero è utile questo libro che raccoglie una serie di interventi (saggi, discorsi, interviste) che coprono gli ultimi anni di vita della scrittrice, tra il 2000 e il 2011. Emerge...
    — Avvenire, 17 aprile 2015
  • Una significativa selezione di Saggi, discorsi e interviste: torna in libreria Christa Wolf (1929- 2011). Parla così ti vediamo è una raccolta degli anni Duemila (trad. di Anita Raja, e/o, pp. 149, euro 16). E «vedere» Wolf significa confrontarsi con la complessità del...
    — Corriere della Sera, 10 aprile 2015
  • Intervista. A colloquio con Anita Raja, da sempre traduttrice di Christa Wolf, in un legame con la sua scrittura che diventa quasi relazione intima Bach­mann e Kafka sono solo due dei nomi che hanno segnato l’esperienza di Anita Raja come tra­dut­trice. Quando però dal...
    — Il Manifesto, 25 marzo 2015

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