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Un paese in guerra che ama calligrafia, poesia e l'arte di servire il tè

Autore: Leonardo Martinelli
Testata: La Stampa Tuttolibri
Data: 25 luglio 2020

«Era un'alba brumosa e qualcuno aveva ripassato il mondo con l'inchiostro. L'acqua era nera, mentre la nebbia creava disegni incredibili. Era un paesaggio che andava dntto al cuore». Qui siamo ancora nel mondo degli umani, ma presto la storia di Uno strano paese, l'ultimo romanzo di Muriel Barbery, si trasferisce in un mondo parallelo, quello degli elfi, dove le brume diventano dominanti. Dove si amano la poesia, la calligrafia e il tè. E che sarebbe meraviglioso, se solo non si combattesse quella maledetta guerra voluta proprio dagli uomini, che annuncia una battaglia finale.

Benvenuti nel nuovo mondo della Barbery, 51 anni, ben lontano dal suo libro più conosciuto, l'Eleganza del riccio. La passione per il fantasy era già iniziata con Vita degli elfi, uscito nel 2016, e del quale il nuovo romanzo è una sorta di continuazione (ma si può leggere in modo autonomo). Uno strano paese scivola via come un lungo poema narrativo, dove a tratti la musicalità prevale sul racconto. La storia? In una sera innevata un tipo affabile di nome Petrus spunta fuori dal nulla nella cantina di un castello dell'Estremadura, dove incontra due giovani ufficiali dell'esercito spagnolo, Alejandro de Yepes e Jesus Rocamora, alle prese con quella grande guerra europea, combattuta da sei lunghi anni. Petrus è un elfo. E i suoi due nuovi amici lo accompagneranno nel suo mondo, terra d'armonia naturale, attraversando un ponte invisibile. Lì incontreranno esseri originali, parteciperanno a strani rituali del tè, incontreranno l'amore: scopriranno un mondo sublime, ma statico, così diverso da quello imperfetto, disordinato, caotico, m anche sentimentale e coinvolgente, abitato dagli uomini. Alejandro e Jesus parteciperanno poi alla battaglia che dovrà decidere del destino del globo.

La Barbery si è laureata in filosofia all'École normale supérieure. E così, assieme alla magia e alla meraviglia non mancano le considerazioni metafisiche. E affiorano allegorie rispetto al mondo contemporaneo. «C'è un'immagine fondamentale che mi ha guidato durante tutta la scrittura del romanzo - ricorda - è quella dei ponti e delle passerelle fra mondi diversi. È una metafora che mi è apparsa di un'urgenza evidente». I pensieri si accavallano con un'estetica asiatica (molto giapponese) sullo sfondo e una prosa letteraria, in realtà poetica. «Se c'è un'ebrezza che elfi e umani condividono - si legge nel romanzo - è la poesia».