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Con «Una rosa sola» ritorna Muriel Barbery, la scrittrice che non se ne era mai andata

Autore: Felice Modica
Testata: Gazzetta di Parma
Data: 9 maggio 2021

(...) L’incontro/scontro con una realtà così diversa e distante, costringerà la protagonista ad approdare infine ad una coscienza di sé, trasformando un’istintiva avversione in irreversibile attrazione. Rosa conosce i fiori ma non li guarda, la piacciono gli uomini ma durano solo una notte; come le dice il poeta Keisuke, è “congelata”, cioè incapace di passioni. Odia il Giappone, i suoi cerimoniali, la stessa bellezza ordinata che si nasconde nei suoi giardini segreti. Capirà, infine, che “il Giappone è un paese in cui si soffre molto, ma non ci si fa caso” e che “i giardini dove gli dei vengono a prendere il tè sono la ricompensa per l’indifferenza al dolore”. Scoprirà l’amore, che con la morte è l’unica cosa che esiste.