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La malavita per bene di Matteo Strukul nel più nero Nordest

Autore: Paolo Coltro
Testata: Il Mattino di Padova
Data: 30 agosto 2011

All'inizio fu Sugarpulp. Un credo, un manifesto, un'avanguardia, un movimento. Di radici vicine e lontane: vicine, perché Sugarpulp nasce e si identifica nel Nordest; lontane, perché di questo Nordest introietta le tradizioni ancestrali e i sobbollimenti attuali, con in mezzo un tritacarne (che termine adatto!) di aziendine proliferate come funghi, aziendone dai bilanci miliardari, jeunesse esteriormente dorée, nutrita a prosecco, Suv e coetanee pronte a disinibirsi al luccichìo del denaro. Tutto questo fa sociologia nuova, ma non è tutto: il cliché ha la faccia che non si vede ma esiste eccome: il fiume di droga, la cocaina che segue lo stesso identico percorso dell'evasione fiscale, lo sballo che rischia di diventare abitudine, i percorsi appena sottotraccia di una malavita che . solo imprenditoria diversa, con lo stesso grande problema: battere la concorrenza. La concorrenza . immigrata e mondiale: cinesi, magrebini, nigeriani, tutti l. a contendere il pane illegale agli autoctoni. Sugarpulp nasce da queste costole ormai meno definibili di un tempo, con la voglia di raccontare le cose cos. come sono diventate, allo stesso ritmo. Sugarpulp . veneto, ma come può esserlo il Veneto di oggi, con tratti che resistono sbiadendo e altri che si velocizzano come il mondo. Ricordiamoci che Sugarpulp . pulp. Un vecchio proverbio pare fatto apposta per questo mix: el vin fa sangue. Tutto questo viene in mente perch. Matteo Strukul ha scritto il suo primo vero libro, quello che gli . uscito dalle vene. E' uno, Strukul, i cui timpani hanno assorbito musica e musica, cosicché gli . parso naturale scrivere due saggi su Massimo Bubola e Massimo Priviero. Ma quei due pregevoli testi . come se li avesse scritti il suo angelo custode, tutto gentile educato e premuroso. Adesso che va in libreria La ballata di Mila, l'angelo custode non c'è più, c'è lo Strukul vero, quello che si tuffa nell'azione, nella violenza, nel noir profondo: andandolo a cercare dietro linde villette, ristoranti cinesi à la page, cerimonie di paese condite di discorsi ufficiali. Cio. il Nordest così come appare e come in fondo non è. Segui i soldi e troverai il resto: la generazione successiva della mala del Brenta, ma che ne ripropone caratteri, habitus e limiti; gli arrembanti cinesi, lunghe colonne di formichine che partono da Shangai e Canton per portare a casa nostra le gerarchie delle Triadi, e la soave filosofia che accompagna perfino la lama che taglia una gola. Mondi delinquenziali diversi, e una lotta per il controllo del territorio senza esclusione di colpi. In mezzo, nasce il personaggio che domina il romanzo. E' Mila: molto più che malavitosa, immensamente più che criminale. Mila è una bounty killer per professione e vendetta, un'aliena che pare uscita da un film di genere o da un fumetto (tanto vero che presto ci rientrer., nel fumetto, e magari anche in un film) e si staglia nella sua perfezione operativa in un mondo di maschi ridicolizzati. «La aspettavamo», ha scritto Massimo Carlotto di Mila: per dire quanto il personaggio sia solido, capace di sopravvivere a questa sua prima uscita, immaginato per riempire ancora fantasia e pagine. E' dura, Mila, e il suo femminino sembra fermarsi ad un corpo che si immagina intrigante; per il resto, cattiveria e spietatezza, razionalità e calcolo. E' stata abbandonata dalla madre, violentata dai banditi che le hanno ucciso il padre, allevata dal nonno in una disciplina fisica e mentale che si traduce in un solo obiettivo: vendetta. Mila è il cardine di un racconto che è azioni susseguenti, dialoghi stretti, ribaltamenti di scena. Neanche il tempo di crogiolarsi su un sanguinario omicidio che si passa alla fase successiva, in un vortice in cui le parole acquistano velocità. Matteo Strukul scrive bene, soprattutto il teorico e co-fondatore di Sugarpulp ha dimostrato di saper mettere in pratica qual che predicava. Con lui - si pu. dire - nasce veramente un nuovo genere letterario, il noir di casa nostra. Che non . solo una questione di ambientazione, ma proprio di mentalità Per questo ha trovato un profeta convinto in Massimo Carlotto, tornato dopo anni a respirare aria di casa. Il romanzo è pubblicato da e/o, nella collezione sabot/ age.