Login
Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Guardiano della cultura radicale

Autore: Cristina Battocletti
Testata: Il Sole 24 Ore
Data: 29 maggio 2022

L'ultimo capitolo di Cari agli dèi non poteva essere che per Alessandro Leogrande (Taranto 1977- Roma 2017), la perdita più recente e acuta per Goffredo Fofi, che firma un libro dedicato ai pedagoghi, agli attivisti e pensatori, a persone scomparse troppo presto, che hanno dedicato la propria esistenza a servizio degli ultimi e della cultura radicale. Cari agli dèi è un'autobiografia anomala attraverso l'omaggio a intellettuali scomodi, dal poeta lucano Rocco Scotellaro a Peppino Impastato, ucciso dalla mafia, a Maurizio Flores d'Arcais, scrittore suicida a soli 24 anni, a Marco Lombardo Radice, lo psichiatra dei bambini drogati e ragazzi disturbati. Ed è il modo dell'intellettuale eugubino di rendere giustizia al coraggio di personaggi come Raniero Panzeri, fondatore dei Quaderni rossi, e Renato Solmi, licenziati dall'Einaudi per aver sostenuto strenuamente l'inchiesta di Fofi, Immigrazione meridionale a Torino , che infastidiva la Fiat e che Feltrinelli pubblicò nel 1963. È anche un maniera di dare rilievo ad accadimenti tutt'alto che laterali, ma ignorati o misconosciuti dalla grande Storia, e a un percorso emotivo e personale del Paese, che Fofi ha contribuito a costruire nella sua vita di scrittore e "sferzatore", pedagogo, maestro elementare e assistente sociale, a fianco di Danilo Dolci a Partinico e a Napoli alla Mensa dei bambini proletari. E poi redattore e fondatore di riviste resistenti contro la cultura istituzionalizzata, soprattutto universitaria: «Quaderni Rossi», «Quaderni Piacentini», «Ombre rosse», «Linea d'ombra», «La terra vista dalla luna», «Lo straniero», «Gli asini», pensati come contenitori critici di politica, sociologia, inchiesta, cinema e letteratura, di cui è uno dei padri nobili. A leggere queste parole so già che alzerà il bastone, allergico a ogni definizione ed encomio, sempre pronto a fare vigorose reprimende per raddrizzare schiene e a dare altrettanto generosamente consigli, indirizzi, coinvolgimento e sostegno, quando ritiene la causa giusta. E un punto di vista spiazzante, spettinato, collettivo, solidale, disperato davanti alla «morte per suicidio della sinistra». (...)