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Francesco Musolino e il «Mare mosso» tra le onde dell'anima

Autore: Giusi Parisi
Testata: Giornale di Sicilia
Data: 22 giugno 2022

«Chiudete gli occhi. Lasciate andare la fantasia. Concentratevi sul silenzio e rilassate le spalle. Dimenticate le tensioni, ignorate le scadenze. Chiudete tutto fuori. Ecco. Adesso immaginate un posto» e tuffatevi nel Mare mosso (edizioni e/o; pp.240; 18 €) di Francesco Musolino, il suo nuovo, emozionante romanzo da oggi in libreria. In copertina, a metà tra La grande onda di Kanagawa di Hokusai e il manifesto de La tempesta perfetta, c'è tutta la forza della natura che incombe, ostile e potente. Un'opera matura e d'avventura pura, quella di Musolino, dal forte impatto visivo (perfetta come fiction in due puntate) che arriva dopo L'attimo prima e Le incredibili curiosità della Sicilia: un libro che parte da una storia vera. Almeno in parte. Una storia circolare con un finale da batticuore che riporta il lettore lì dove tutto è cominciato, ma spostando (un poco) l'angolo visivo. «Un romanzo che è un viaggio in mare - scrive il giornalista e saggista messinese nei ringraziamenti - iniziato con un racconto a voce, approdando fino alla pagina scritta, tenendo per mano alcuni autori amatissimi». Che per lui sono Joseph Conrad, Alvaro Mutis e Hugo Pratt con il suo anti-eroe apolide in perenne erranza, Corto maltese. Il salvataggio raccontato in Mare mosso è la nuova prova del talento di Musolino che si immerge nei fondali marini (e dell'anima) dimostrando una conoscenza delle cose di mare che molti suoi concittadini non hanno («i messinesi hanno poche barche o barchette a differenza dei napoletani che hanno tutti un gozzo, un motoscafo o qualcosa che vada sull'acqua») e che si meraviglia del fatto che, proprio i siciliani, scrivono di commissari e poliziotti mentre «nessuno racconta il mare, non è strano?». Chi, come l'autore, è nato nella città dello Stretto, quella in cui lo Ionio incontra il Tirreno e dove il sostantivo traversata significa unicamente passare dall'Isola al continente, il mare ce l'ha dentro, intorno e anche come frontiera. Mare mosso è una storia d'amore tra mondi diversi tra il palermitano Achille Vitale, ingegnere navale («con un futuro possibile in tasca») che a Cagliari dirige una flotta di rimorchiatori e Brigitta che rappresenta il suo «posto delle fragole, il miracolo di Santa Rosalia, la quaterna secca su tutte le ruote del Lotto». Il mestiere di Achille è uscire in mare in soccorso di motoscafi, navi e petroliere in difficoltà. Tutto fila liscio fino alla notte del 24 dicembre 1981 allorché radio Cagliari intercetta l'Sos di un cargo turco alla deriva con seicento tonnellate di pesce a bordo. Sarà l'inizio di un noir mediterraneo avvincente dove «mare forza 10 non significa un bel nulla, suona bene ma tecnicamente non esiste. Il mare non possiede una forza». L'amore invece sì. Lorenzo, il protagonista de L'attimo prima, è cresciuto ed è diventato Achille, un uomo che non ha più paura di guardare l'orizzonte perché ha capito che solo l'amore è la zattera di salvataggio nel mare mosso dell'esistenza.