Le storie della Storia e i legami di memoria tra le generazioni s’intrecciano in questo libro di Sandro Ferri, editore ingegnoso e adesso anche narratore di Altro l’anima cerca (e/o, pp. 144, euro 15), che segue due libri sull’editoria, I ferri dell’editore e L’editore presuntuoso. Scriviamo libro perché contrariamente a molti suoi colleghi quello che fece conoscere insieme a sua moglie Sandra Ozzola al pubblico italiano Svetlana Aleksievic, la scrittrice bielorussa vincitrice del premio Nobel, ma anche Kazimierz Brandys, Christoph Hein, Christa Wolf, Bohumil Hrabal, scoprì Elena Ferrante e molti altri, prudente non menziona in copertina la parola romanzo.
ANCHE SE UNA MEMORIA romanzesca agisce sia nel referto di formazione politica ed esistenziale degli anni ’70, che lo vede tra amore e rivoluzione a Bologna tra le fila di Lotta Continua, nei fenogliani combattimenti partigiani in Romagna a capo di anarchici e comunisti del padre Rigo per liberare la sua terra dai nazisti, che l’autore ricostruisce fianco a fianco con l’escamotage e la «bizzarra trovata» dell’onironatica, una sorta di sogno lucido e cosciente nel ricordo «dal vero». Ma anche nelle sue mitologie di quell’antenato industriale e giocatore d’azzardo che «costeggiava la rovina», un uomo scomparso troppo presto, morto in un incidente «su una strada in Normandia, dentro una Maserati» diventato da allora fantasmatico.
Anzi, si potrebbe dire che questo è un romanzo di racconti della memoria e di una trama famigliare che s’innerva nella storia italiana dentro un secolo nella vita di tre generazioni, quella che visse il Fascismo e la Resistenza armata e liberò l’Italia, la seconda dentro le rivolte giovanili degli anni ’70, fino all’ultima, quella dei figli dei figli che affrontano coraggiosamente il lavoro culturale ai giorni nostri in un mondo complesso che ha allargato a dismisura i suoi confini. Quello che Sandro Ferri cerca e racconta, facendo incontrare questi mondi lontani, è il mistero della sua famiglia e gli appuntamenti con il destino, li insegue nei sogni, che diventano veri, corporali, nei ricordi, nelle lettere spedite da suo padre a Mamie (sua madre) da Atlantic City, dal Nevada o da Saint Vincent, ma anche nel piccolo camposanto in Umbria dove è sepolto il suo eroe immortale, forte come Primo Carnera. (...)