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Confessioni di un editore innamorato della libertà

Autore: Filippo La Porta
Testata: La Repubblica
Data: 8 febbraio 2026

Si comincia con il cimitero di campagna dove è sepolto il padre, il mitico partigiano Rigo, avventuriero e giocatore di poker, e si finisce con il sogno dell'attentato di via Rasella, dove si ritrovano lui, il padre e la figlia, proprio nel momento del boato. Tra questi due poli si distende il memoir Altro l'anima cerca di Sandro Ferri, editore dinamico e di successo che ha fondato nel 1979 con la moglie Sandra Ozzola e/o (il marchio che pubblica Elena Ferrante), animato da grande passione "politica": la difesa ostinata della libertà, la lotta ai soprusi, la solidarietà con i più sfavoriti. Dalla turbolenta esperienza universitaria a Bologna, come fuori sede e militante di Lotta Continua - personalmente refrattario alla violenza ma pronto a scontrarsi con la polizia - all'impegno attivo nell'editoria: non tanto e solo il bestseller mondiale di Ferrante ma anche l'invenzione del noir mediterraneo e libertario di Izzo, e la preziosa collana "Piccola biblioteca morale" a suo tempo diretta da Fofi. Poi il passaggio - almeno parziale - delle consegne alla figlia Eva, ironica e anch'essa combattiva, i conflitti aspri con lei: ad esempio Eva vuole convincerlo - usando un linguaggio manageriale - a liquidare la sede fisica della casa editrice e ad ampliare lo smart working, Lo scontro con la figlia a partire da una scultura "coloniale" in salotto è un momento di grande commedia all'italiana. Al centro del libro c'è l'allegoria della Statua della libertà di New York, da dove i genitori di Sandro dopo la guerra, appena sposati, ripartirono per tornare in Italia. E la liberazione festosa di Alfonsine, in Romagna, nel 1945, dopo che era stata minata dai tedeschi. (...)