(...) A raccontarci questa storia complessa e nerissima che illumina di luce sinistra il passato della terra che fu di Camus e che Gillo Pontecorvo raccontò nella sua indimenticabile Battaglia di Algeri è, oggi, un suo figlio illustre, Amara Lakhous, da anni trapiantato negli Usa ma cittadino italiano, giornalista e scrittore, noto soprattutto per il brillante e bizzarro Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio . Ma in questo romanzo, Lakhous non ricorre al registro comico che lo ha fatto conoscere. Questo è il suo romanzo più aspro e doloroso. Canto d'amore e grido d'indignazione per un Paese bellissimo e ancora oggi in cerca di pace. Lakhous alterna i serrati movimenti dell'indagine di Karim, tutta in un giorno, al racconto delle vite di combattenti e amanti che attraversano mezzo secolo di storia algerina. Ne risulta un affresco potente, nervoso, che non fa sconti. L'Upupa è l'emblema dei vecchi combattenti socialisti che si sono venduti al potere e per il potere hanno pervertito e tradito il sogno rivoluzionario, prestandosi a ogni compromesso: «c'erano molti attivisti romantici che credevano che il potere dovesse appartenere al governo, al parlamento, al popolo. Ma la verità è un'altra... il popolo sta con chi rimane in piedi. Tutti i popoli s'innamorano del vincitore e disprezzano gli sconfitti. Quello algerino è come tutti gli altri, non può fare eccezione». Particolarmente crude le riflessioni sul "decennio nero" e sul ruolo degli islamisti. Il Fis nasce e trae alimento dalla corruzione della vecchia classe dirigente. Propone ricette semplicistiche: per combattere la disoccupazione, donne a casa a fare figli, così i maschi trovano lavoro. Nella fase di crescita costringe il governo a scendere a patti: ed ecco leggi punitive per le donne, un tempo inconcepibili in un regime socialista. Ma poi per i terroristi i vecchi lupi come l'Upupa ideano la teoria del montone della festa. «Il montone della festa è al principio un agnellino che non può vivere senza allattare, poi diviene grande, gli spuntano le piccole corna che crescono e diventano un mezzo di difesa. Si può usare quindi il montone per gettarlo nell'arena a fare a cornate e anche per spaventare animali e persone. Tanto finisce scannato... e la cosa incredibile è che viene condotto al macello senza che si accorga di niente... questo è il ruolo degli islamisti». Cioè diventare forti e finire triturati. Nel frattempo, carne da macello per la propria causa e anche per quella del miglior offerente. Alla fine Karim, e noi con lui, sapremo com'è andata. E dovremo rassegnarci al fatto che non sempre verità e giustizia coincidono.