«Da pochi giorni è finalmente arrivato in Italia Colpevolezza, di Bruce Holsinger, edito da Edizioni E/O, romanzo che negli Stati Uniti ha da tempo acceso un dibattito incrociato, che ruota attorno ai rapporti tra tecnologia, responsabilità morale e legami familiari.
La pubblicazione italiana arriva sulla scia di un’accoglienza significativa: selezionato dal book club di Oprah Winfrey, quasi tutti i recensori lo indicano come uno dei titoli più stimolanti sul futuro dell’intelligenza artificiale applicata alla vita quotidiana.
Il romanzo si apre con una scena familiare che scatena una concatenazione di eventi e traumi. La famiglia Cassidy-Shaw viaggia su un minivan a guida autonoma verso un torneo sportivo del figlio Charlie. Il sistema di pilotaggio automatico è attivo e ha il controllo, c’è solo Charlie a monitorare la strada, mentre la famiglia si occupa d’altro. Un attimo di distrazione, un movimento brusco, un’altra auto che invade la corsia: l’impatto che ne consegue provoca la morte di due anziani coniugi. Da quel momento la narrazione si trasforma in un’indagine morale.
Chi è responsabile? Il ragazzo seduto al volante, il padre Noah che lavorava al laptop, la madre Lorelei studiosa di IA immersa nei suoi appunti, l’algoritmo che guidava il veicolo, oppure tutti insieme in una catena di deleghe reciproche?
Holsinger costruisce la tensione narrativa senza affidarsi ai meccanismi del thriller. Preferisce lavorare sulle crepe interne alla famiglia e sulle omissioni che emergono poco alla volta. Il soggiorno terapeutico nella baia del Chesapeake a cui il nucleo familiare decide di sottoporsi è il proscenio di queste crepe, per dà profondità: tra magnati tecnologici che insidiano il matrimonio della coppia, confronti generazionali tra padre e figlio, relazioni tra teenager confusi e ambigui. Tutto però converge verso una domanda che supera la cronaca dell’incidente: quanto siamo disposti a cedere alle macchine in cambio di comodità e sicurezza?»