(...) MOLTO MENO accondiscendente con certi dettami della buona creanza sembra essere Matsuda Aoko nella sua raccolta di racconti intitolata La donna muore (traduzione di Anna Specchio, edizioni e/o, pp. 184, euro 19). Qui il bon ton va a farsi friggere e le ragazze parlano a ruota libera, per esempio un gruppo di Bond girl si ritrovano assieme a una festa e si confidano le reali - niente millanterie - prestazioni sessuali del famoso 007 cinematografico. Ai consigli per non indisporre gli altri, men che meno i ragazzi da sposare, Matsuda Aoko sembra opporre una strenua resistenza, raccontando le donne del mondo reale, non le ideali madamine di rarefatta bellezza e candore illibato. In questo libro ci sono viceversa ragazze con le macchie sulla pelle, i brufoli, con le cosce robuste e i capelli crespi. Sono quelle che i registi e gli scrittori fanno morire per dare all'eroe maschile lo straccio di una trama, come nella storia che dà il titolo al libro: «La donna muore. Muore per creare un colpo di scena». Oppure alle brutte si sposa, perché quando non si sa concludere una storia basta inserire un bel matrimonio, per la gioia della monaca Abutsu. D'altronde, «si chiama lieto fine». Eppure, l'insopprimibile vitalità delle ragazze di Matsuda Aoko sembra tracimare e scardinare per sempre l'etichetta delle Abutsu e delle Sawada Kichi. Non seguono la consuetudine per piacere agli altri, ma hanno tempo solo per loro stesse, per i propri corpi e desideri: «Molte ragazza ingrassano e dimagriscono come piace a loro, si comportano come vogliono, ridono come si sentono di fare». In un paradiso che non è quello delle signore.