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Novità editoriali

Autore: Adele Marini
Testata: Misteri d'Italia
Data: 26 aprile 2012

Non sempre le inchieste si possono fare. E, anche potendo, quasi mai si può pubblicare tutto quello di cui si viene a conoscenza. Senza contare che la vera nemica della libertà di stampa, la querela (specie quella in civile), è sempre in agguato, favorita com'è da leggi sulla libertà di stampa molto restrittive. E allora, benvenuti i "romanzi non fiction" ovvero quelle narrazioni che altro non sono se non pezzi di realtà in cui sono inventati solo i nomi dei protagonisti, mentre gli elementi che compongono l'intreccio sono episodi realmente accaduti, mescolati fra loro e insaporiti da uno stile limpido e immaginifico, affilato e trasparente come il vetro. I "non fiction" sono storie di denuncia sociale, che attraggono perché sostanzialmente vere, basate su fatti reali, con protagonisti in carne e ossa. E qui, Gomorra, ha fatto scuola. Lupi davanti al mare è un esempio di come si possano fare buona informazione e denuncia sociale con un romanzo. Nato come sceneggiatura cinematografica, essendo l'autore un impegnato nel cinema e nel teatro, è infatti ambientato in una città in piena decadenza, Bari, lacerata com'è da interessi contrapposti e depredata dai politici. Bari, in questo romanzo non è solo provincia del sud. E' l'intero paese che si regge sulla ragnatela sottile delle malversazioni e del malaffare mescolati alla politica. E' il paradigma perfetto di quella politica e di quella finanza che hanno condotto il nostro Paese sull'orlo del default. Però, contemporaneamente, è anche romanzo ben riuscito e assolutamente godibile. Tutto ha inizio quando il nuovo proprietario di una banca locale, un italo francese tenuto in vita solo dalla smania di fare buoni affari, commissiona a un integerrimo professore di economia uno studio tecnico sulla solvibilità delle imprese finanziate dalla banca elargisce. Inutile dire che le conclusioni a cui arriva l'esperto sono né più né meno quelle che tutti si aspettano: la banca altro non è se non una grande lavatrice di denaro sporco e, contemporaneamente un inesauribile Bancomat per imprese decotte, tenute in vita solo per assicurare voti ai politici locali. Con l'approssimarsi della data fissata per la riunione del consiglio di amministrazione, iniziano per il professore le pressioni perché cambi la propria relazione. Ma si tratta di un uomo integerrimo e quindi destinato a soccombere. A indagare sulla morte del professore e sull'intreccio di interessi politici, personali e malavitosi è il capitano dei carabinieri Bosdaves, un friulano prestato alla Puglia, così algido, distaccato e formale che, come dicono i suoi uomini, si muove "…come se avesse ingoiato l'intero regolamento generale dell'Arma." Sullo sfondo, una città, Bari, profumata di spezie e disseminata di preziose vestigia arabo-normanno- bizantine. Bellissima e corrotta.