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La detective dell'anima e lo sguardo imperfetto

Autore: Oliviero La Stella
Testata: Il Messaggero
Data: 20 luglio 2013

La sovrintendente di Polizia Blanca Occhiuzzi, in servizio al commissariato di Pozzuoli, ha una bella bocca, zigomi segnati, capelli corti. E uno sguardo opaco. Ma «gli occhi suoi ti attraversano il petto», dice l'agente Peppino Carità. È ipovedente dall'adolescenza, in seguito a un incendio nel quale la sorella maggiore perse la vita. Vede solo ombre. Tuttavia questa menomazione ha sviluppato in lei la straordinaria capacità di "leggere" le persone, soprattutto attraverso la voce, ma non solo. Di intuirne sentimenti, emozioni e talvolta anche intenzioni. Di capire se sono sincere o se mentono.

Blanca Occhiuzzi, creatura leggendaria nata dalla penna della scrittrice Patrizia Rinaldi, è la protagonista di una serie di gialli sulla quale le Edizioni e/o puntano molto. La casa editrice romana – che, ricordiamo, nel 1995 scoprì Massimo Carlotto – ha pubblicato lo scorso anno Tre, numero imperfetto e in questi giorni fa uscire Blanca che è, come oggi si suole dire, il "prequel" dell'altro romanzo. Ovvero racconta una storia che precede nel tempo quella di Tre, numero imperfetto. Nel 2014 e/o intende dare alle stampe il terzo romanzo della serie.

Patrizia Rinaldi, 53 anni, laurea in Filosofia, scrittrice napoletana che esordì nel 2006 con un libro per ragazzi, spiega com'è nata l'idea di una poliziotta impoverente: «Per un periodo della mia vita, durato più o meno un anno, ho perduto l'olfatto. E lì ho capito che le nostre percezioni, nel caso di un senso offeso, riescono a trovare canali alternativi. Inoltre, nove anni fa, mi è capitato di partecipare a Pozzuoli a una visita archeologica guidata da ipovedenti e non vedenti. Fu un'esperienza straordinaria. Appresi come il tatto ci può guidare, facendoci riconoscere forme, confini, materiali». «E poi – aggiunge l'autrice – attraverso Blanca mi piace poter dire, in un periodo come il nostro, dominato dall'esigenza della perfezione fisica, che un'imperfezione può rappresentare un'opportunità, una perdita può trasformarsi in una forza.

In Blanca (197 pagine, 9,50 euro), la poliziotta si trova a dipanare una matassa che racchiude e lega il misterioso rapimento del rampollo di una famiglia di imprenditori, la scomparsa di un ragazzo, l'omicidio di un pregiudicato, l'assassinio di una giovane donna.

La sovrintendente Occhiuzzi' fornirà un contributo fondamentale alle indagini, condotte dal commissario Vincenzo Martusciello, uomo estenuato dalle vicende della sua poco felice esistenza ma stimolato da un forte senso del dovere. La coppia Occhiuzzi- Martusciello, legata non solo dalla professione ma anche da comuni sensibilità, fa pensare ad altre coppie celebri del mondo del "noir". Per citarne due, a Petra Delicado e Fermio Garzon, coppia creata dalla famosa giallista Alicia Giménez-Bartlett, a Kay Scarpetta e Pete Marino, creature della grande Patricia Cornwell. La squadra del commissariato di Pozzuoli comprende anche l'ispettore Arcangelo Liguori, un nobile narcisista che fa il poliziotto per hobby, e l'ingenuo e gentile agente Peppino Carità. Li ritroveremo tutti anche nel prossimo romanzo della serie. I personaggi sono sapientemente incisi. La scrittura di Patrizia Rinaldi è di qualità e assai piacevole, contaminata dalla lingua napoletana per rendere l'ironia partenopea. Non è eccessivo augurare a Bianca il successo delle colleghe Kay e Petra.