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Alla ricerca del sapore perduto

Autore: Rita Bugliosi
Testata: Almanacco della scienza
Data: 15 ottobre 2008

Dopo il successo de L’eleganza del riccio, caso letterario in Francia ma in testa alle classifiche anche nel nostro Paese, la casa editrice e/o traduce ora anche il primo romanzo di Muriel Barbery Estasi culinarie, scritto nel 2000. Come il best seller, anche il romanzo d’esordio della scrittrice di Casablanca è ambientato nel signorile palazzo di rue Grenelle; e in esso fa la sua apparizione, se pur fugace, la portinaia Renée, protagonista indimenticabile dell’opera successiva. Nella signorile dimora parigina, il più grande critico gastronomico del mondo, monsieur Arthens, è sul letto di morte: secondo quanto ha decretato il suo medico personale, il dottor Chabrot, l’uomo ha solo 48 ore di vita. In quegli ultimi istanti ciò su cui il presuntuoso ed egocentrico degustatore si concentra non è il pensiero tragico della morte imminente, bensì il desiderio di recuperare un sapore sublime e indefinito, che gli ha provocato un godimento paradisiaco ma che ora ha dimenticato. Alla ricerca di quella sensazione perduta Arthens ripercorre tutta la sua esistenza culinaria, e non solo: dai semplici e ghiotti pasti dell’infanzia preparati dalla nonna ai piatti sopraffini opera dei grandi chef. A fare da contraltare alle sue memorie, le voci di quanti l’hanno conosciuto: la moglie che non amata lo adora, i figli da sempre ignorati che lo odiano, l’allievo che lo ammira, fino al gatto al quale l’uomo ha sempre riservato grande attenzione. Raffinata ed elegante, oltre che densa di riflessioni filosoficamente accattivanti, quest’opera della Berbery presenta però qualche ingenuità e una ripetitività eccessiva del tema che finiscono con il renderla un po’ noiosa. Tutti elementi che scompaiono nel suo romanzo più maturo, che porta a compimento quelli che qui sono solo spunti. Ironici ed acuti quanto si vuole, ma pur sempre spunti, incapaci di catturare fino in fondo il lettore.