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Questo libro è stato un viaggio e lo è ancora.

Autore: Veronica Fantini
Testata: Feedbooks
Data: 9 marzo 2015
URL: http://it.feedbooks.com/interview/489/questo-libro-%C3%A8-stato-un-viaggio-e-lo-%C3%A8-ancora

Un viaggio nella Marsiglia di Jean-Claude Izzo in compagnia di Stefania Nardini, ormai a sua volta marsigliese grazie a questo straordinario autore.

Come ha proceduto nella ricerca biografica e su quali fonti ha fatto affidamento per scrivere Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese?

Questo libro è stato un viaggio e lo è ancora. Nel 2001 mi innamorai della scrittura di Izzo e andai a Marsiglia per scoprire chi fosse questo autore straordinario. Purtroppo era morto un anno prima. Ma grazie a suo figlio Sébastien e ai suoi amici sono riuscita a entrare nella sua pelle, a esplorarne il pensiero avendo il privilegio di accedere ai suoi testi inediti. E poi Marsiglia, dove dovevo restare due settimane e dove vivo da 13 anni.

La casa editrice e/o ha proposto questa nuova edizione, arricchita di illustrazioni e contenente alcuni testi di Izzo mai tradotti in precedenza in italiano: cosa comporta una tale rielaborazione dell’opera per l’autore?

Le illustrazioni erano presenti anche nella prima edizione. Un’idea di Luigi Bernardi che all’epoca curava le edizioni Perdisapop. Questa nuova uscita con E/O è arricchita sul piano dei contenuti, e con qualche testo in più di allora. Izzo, da giornalista, ha scritto anche tanti articoli, ma in questo caso si è scelto di valorizzare l’opera letteraria. I testi contenuti nel libro in realtà non sono stati pubblicati neanche in Francia, quindi è un’”esclusiva” tutta nostra.

Izzo è un autore molto amato sia in Italia che in Francia. Le caratteristiche che lo portano ad essere considerato uno scrittore di culto sono le stesse in entrambi i Paesi oppure vi sono delle specificità, legate magari alla storia o alla cultura, che lo rendono apprezzabile per motivi diversi?

Oggi Izzo è più considerato in Italia che in Francia. Può sembrare paradossale ma è così. Per certi aspetti è un profeta scomodo, tant’è che neanche nel 2013, anno in cui Marsiglia è stata capitale della cultura, è stato ricordato. Ma lo abbiamo fatto noi, in Italia, a Genova, con una serata che ho ideato e che nella bella cornice di palazzo Ducale ha ospitato un concerto di Giammaria Testa e una lettura di brani proposti da un gruppo di scrittori.

Quali sensazioni si provano a seguire le tracce di uno scrittore, a trovarsi negli stessi luoghi da lui frequentati e descritti nelle sue opere?

Nel caso di Izzo è una sensazione che si intreccia con la città. Non si può parlare di Marsiglia senza Izzo e di Izzo senza Marsiglia. Per me tutto ciò è un percorso che mi ha spinta a studiare la città, tant’è che non più di un anno e mezzo fa ho pubblicato, sempre per le edizioni E/O “Alcazar. Ultimo spettacolo”, un noir dal taglio storico che racconta la Marsiglia degli anni della guerra, della resistenza, dell’occupazione nazista. Un viaggio anche questo ma a ritroso per comprendere ancor meglio le tracce lasciate da Izzo.

La trilogia di Fabio Montale si può considerare un inno alla città di Marsiglia. Vi sono altre opere letterarie che rappresentano altrettanto bene questa città francese?

No. L’opera di Izzo è unica e ancora di grande attualità.

Vi è la possibilità di leggere tutte le sue opere tradotte in lingua italiana?

Di Izzo in Italia è stato pubblicato tutto, la trilogia e i due romanzi, anzi di più che in Francia grazie alla raccolta “Aglio, menta e basilico” sempre pubblicata da E/O. Izzo non ha pubblicato altro, purtroppo. I materiali che ho inserito nel mio libro sono inediti.

Tra le persone citate nei ringraziamenti compaiono la madre, Marie-Héléne, Sébastien e altre persone strettamente legate a Izzo. Quale impatto ha avuto farne la diretta conoscenza?

Ormai sono passati tanti anni. Ma devo dire che sono amicizie ancora vive. Babette la mamma di Izzo è morta nel 2003. Di lei ho il ricordo di donna silenziosa e delicata un po’ come era stato suo figlio.

Nella sua nota in fondo al libro leggiamo: “Non ho mai conosciuto Jean-Claude Izzo. Eppure è stato lui che mi ha portata a Marsiglia quando, anni fa, completata la lettura dei suoi libri, partiii.” Non pensa che questa sia la dimostrazione che, spesso lo dimentichiamo, i libri hanno il potere di rivoluzionare veramente la vita delle persone?

Non c’è dubbio. Io posso essere considerata un esempio. I libri spesso ci salvano la vita. Per questo leggere è importante.