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La favola nera del cuoco che si cucina ricchi e potenti

Autore: Marzia Fontana
Testata: Il Venerdì di Repubblica
Data: 18 novembre 2016

Dello scrittore Harry Huber si sa ben poco: nato a New York nel 1928 e morto in Minnesota nel 1990, pubblicò sotto lo pseudonimo di Harry Kressing due racconti lunghi e, nel 1964, il romanzo ll cuoco (da cui dieci anni dopo fu tratto anche un film con Angela Lansbury), che oggi l'editore e/o ripropone con una felice operazione nella nuova traduzione di Liliana Coisson Gambi.

In una notte fredda e senza tempo, un uomo vestito di nero si aggira in bici per una valle dominata dal misterioso castello di Prominence. Quando arriva al borgo di Cobb si presenta come Conrad Venn, cuoco, sotto il mantello un coltello affilato da cui non si separa mai, e di li a poco viene assunto da una delle due famiglie più altolocate della zona, gli Hill. Su di loro e sui Vale pesa il testamento dell'ultimo proprietario del castello, che ne assegna l'eredità solo a un discendente frutto di un matrimonio fra le due casate. Ma quando Conrad arriva a Cobb, Daphne Vale è così obesa che il matrimonio con Harold Hill è improponibile. Con il suo fare mite e accondiscendente Conrad, che ha amici altolocati, abiti costosi e trova ingredienti ricercati per la sua cucina, prende in mano la situazione: grazie alle sue deliziose e misteriose pietanze chi è sovrappeso riacquista la linea e chi è troppo magro mette su invece qualche salutare chilo. Dimenticati gli affari e gli obblighi sociali, gli Hill e i Vale trascorrono la maggior parte del loro tempo fra la tavola e la cucina, mentre gli abitanti del borgo guardano con stupore e un pizzico di diffidenza alla considerazione di cui gode il cuoco. Intanto, il lettore assiste a un progressivo e inquietante sovvertimento dei ruoli, in un crescendo di attesa e tensione che non si scioglie definitivamente neppure nell'incredibile finale.

Favola nera intrisa di atmosfere gotiche, satira ante litteram sulla oggi dilagante ossessione per i gourmet e le diete, apologo sul potere e sull'arbitrarietà delle classi sociali, il romanzo si chiude con una profetica visione sullo spreco e sull'abuso delle risorse del Pianeta. Chi sia davvero Conrad, creatura più demoniaca che umana, si intuisce, ma lo scrittore non lo rivela mai con certezza, tenendo sapientemente il lettore inchiodato alla pagina.