Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Icaro

Autore: Michela Meloni
Testata: Mangialibri
Data: 7 dicembre 2016
URL: http://www.mangialibri.com/libri/icaro-0

Cape Town, Sudafrica. Il 17 dicembre del 2014 una tempesta di rara potenza (77 millimetri d’acqua in mezz’ora) porta alla luce il cadavere di Ernst Richter, sulla strada costiera di Otto du Plessis Drive. Un ritrovamento casuale. Probabilmente il cadavere, avvolto in un sacco di plastica nera, è là da diverse settimane. Quando il detective Bennie Griessel riceve la chiamata da parte del maggiore Mbali Kaleni è a pranzo con la sua compagna e i suoi figli. Dannazione! Non li vede mai, sua moglie non approva che i ragazzi frequentino un ex alcolizzato inaffidabile, nonostante Bennie ce la stia mettendo tutta per uscirne e sia sobrio ormai da seicentodue giorni. Quando il detective capo arriva sul luogo del ritrovamento, la Scientifica è già al lavoro e ha completamente dissotterrato il cadavere dal fondo sabbioso in cui giaceva. Un omicidio: la vittima è stata strangolata “con qualcosa”, come rivelavano i segni scuri sul collo. Ma per Bennie Griessel quel giorno non c’è alcuna quiete dopo la tempesta. Uno squillo al cellulare lo convoca nel quartiere di Farmersfield Street; una zona residenziale, tranquilla. Eppure attorno alla casa in fondo c’è un capannello di persone, compresa l’unità di élite della polizia investigativa provinciale. Vaugh Cupido, il suo partner nella squadra speciale degli Hawks, cerca di distoglierlo dall’avvicinarsi alla casa. “Jissis”, fra quei cadaveri a terra c’è Tertius van Vollenhoven, un suo ex collega. Vollie il Pescatore. Vollie il buono, che ha appena ucciso sua moglie e i suoi figli, per poi farla finita lui stesso. Crollato per non essere riuscito a proteggere gli innocenti: un’altra ragazza era stata uccisa, ritrovata appena fuori Richwood. La seconda in poco tempo. Ora stare concentrati sull’omicidio Richter senza pensare al destino di Vollie sarebbe stata davvero dura…

Il lettore che ama i gialli provenienti dal Nord Europa troverà elementi di contiguità nel romanzo dell’autore sudafricano Deon Mayer, considerato uno dei nuovi maestri del genere thriller a livello mondiale. Icaro fa parte dei romanzi seriali della squadra omicidi di Cape Town conosciuta come Hawks (in Italia E/O ha tradotto e pubblicato anche Safari di sangue, Tredici ore, Sette giorni e Cobra). Un primo trait d’union con i noir nordici è l’importanza dei luoghi, il contesto è fortemente localizzato (compreso il linguaggio: nel libro ci sono tantissimi termini in lingua afrikaans) e tutte le vicende si svolgono fra i quartieri di Cape Town. Le vicende personali della squadra investigativa sono un’altra simmetria interessante: la buona caratterizzazione dei personaggi e la loro umanità li rende vivi agli occhi del lettore. L’intreccio narrativo è ricco di suspance grazie alla tecnica dei fili narrativi multipli. Oltre alle indagini sul caso Richter, portate avanti da Bennie Griessel e Vaugh Cupido (con il supporto di una serie di professionisti nel campo dell’informatica e dei crimini economici), Meyer riporta in maniera spezzettata, quasi come intermezzi ai capitoli, la confessione di un certo Francois du Toit, viticoltore, al suo avvocato Susan Peires. La trascrizione del lungo colloquio è datata 24 dicembre, pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere e avviene all’hotel Huguenot Chambers nella Queen Victoria Street. Un presagio che aleggia nella testa del lettore in cerca della soluzione del caso, ma prima di scoprirlo dovrà passare per tutte le vicende della famiglia du Toit e del loro vigneto, il Klein Zegen. Cosa c’entra Francois con l’omicidio del ricco Ernst Richter, proprietario del sito Alibi.co.za specializzato nel fornire, sotto cospicuo pagamento ovviamente, l’alibi perfetto ai fedifraghi sudafricani? Le strade narrative procedono in modo parallelo e non comunicante fin quasi alla fine del romanzo, perché, ci dice divertito l’autore affidando la riflessione al suo personaggio Vaugh Cupido “Al cinema e alla tv la vita di uno sbirro era solo azione e soddisfazione, ma nella realtà le cose andavano in maniera un po’ diversa: dieci percento azione, novanta percento noia, routine e burocrazia”. E in effetti, pur con un rodaggio lento, il dieci percento di azione sul finale di questo libro val bene tutto il resto.