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Più Libri Più Liberi 2016 #6. Il poker d’assi di Sabot/Age con donna (di picche)

Autore: Cetta De Luca
Testata: Art a part of culture
Data: 11 dicembre 2016
URL: http://www.artapartofculture.net/2016/12/09/piu-libri-piu-liberi-2016-6-il-poker-dassi-di-sabotage-con-donna-di-picche/

Perché “donna di picche”? Ve lo spiego dopo… Ricordo che un anno fa chiacchieravo sui social con Massimo Carlotto e “qualcuno” del collettivo Sabot/Age e chiedevo come mai non ci fossero donne al suo interno. Eppure di scrittrici noir italiane ce ne sono, e anche eccellenti! Ecco, un anno dopo mi hanno accontentata accogliendo nel gruppo Giorgia Lepore (sia chiaro che l’idea che l’abbiano fatto per me è pura vanagloria.).

A Più Libri Più Liberi 2016 sono stati presentati i 4 nuovi romanzi della collana Sabot/Age (sì, è anche una collana) di Edizioni e/o, e a condurre l’evento è stata un’amica, Francesca Schipa, che ha degnamente sostituito Massimo Carlotto. I quattro autori erano tutti lì, intorno a lei, e che meraviglia di palco! Piergiorgio Pulixi, Luca Poldelmengo, Pasquale Ruju e la magnifica autrice Giorgia Lepore. Francesca dice che ci si affeziona ad un libro, ad un autore. Nel caso di Sabot/Age i lettori tendono ad “innamorarsi” di un’intera collana, e io posso confermarlo perché davvero c’è un’univocità di intenti al suo interno e davvero ti viene voglia di collezionare tutti i suoi libri. L’univocità è data dal fatto che tutti gli autori, pur nel loro stile, pur nelle loro autentiche diversità, raccontano le verità nascoste dietro la realtà, quelle verità che la cronaca spesso non può evidenziare. E questo affascina chi legge, soddisfa quella curiosità insita nell’approccio alla lettura che è in ognuno di noi. Quando un autore riesce in questo non può non avere successo, e quando ci riesce un’intera collana…

Luca Poldelmengo è un uomo ossessionato. Ora, io non lo so se lo sia davvero, ma questo è quanto traspare dai suoi romanzi, e l’ossessione riguarda gli sguardi altrui. Lui confessa che c’è un fondo di verità, nel senso che la sua formazione da sceneggiatore (Cemento armato è un film di cui ha curato soggetto e sceneggiatura) lo costringe ad avere una visione oggettiva piuttosto che soggettiva. Gli sguardi della società, soprattutto, sono quelli che lo ossessionano, la diversa percezione che abbiamo di noi stessi rispetto a quella che hanno gli altri. Nel suo romanzo, che narra di un femminicidio trattato – e inquinato – da media stile Porta a Porta, sono tre gli investigatori che se ne occupano, due uomini e una donna, che giungono a conclusioni diverse, seguendo le indagini in modo diverso, analizzando i fatti da punti di vista diversi. Eppure alla fine il colpevole si trova e viene anche condannato, e nonostante questo l’analisi dei tre a posteriori è comunque diversa. Lo scopo di Luca Poldelmengo è NON dare al lettore un unico punto di vista, ma diversi e anche conflittuali. Metterlo in difficoltà. In pratica un invito a investigare anche noi, e se non coinvolge una cosa del genere… “I pregiudizi di Dio” è il titolo del romanzo uscito per Sabot/Age, e non devo certo ricordarvi che va letto.