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Sottomissione volontaria

Autore: Daniel Sandstrom, Svenska Dagbladet
Testata: Internazionale
Data: 9 dicembre 2016

Lena Andersson ha un talento particolare per raccontare storie d'amore non corrisposto. Il suo romanzo è un gioco serio che presto perde la sua giocosità e ci chiede se siamo davvero noi a scegliere le nostre vite. Lo stile è semplice e preciso, e questa concisione fa sì che il libro abbia un effetto più profondo sul lettore. La trama è semplice: Esther Nilsson è una poeta e saggista, molto razionale ma con una profonda sensibilità. Hugo Rask è un artista non più giovane con un grande bisogno di libertà e di conferme. La loro relazione è subito presa sul serio da Esther, mentre Hugo è più indifferente. Quella che segue è una danza prevedibile ma dolorosa, in cui la libertà intellettuale di Esther è via via sottomessa al desiderio. Più lui si allontana dalla coppia, più lei lo vuole. E più lei lo vuole, più lui si allontana. È una vicenda crudele ma anche divertente e offre un punto di vista molto nitido sulla speranza, sul desiderio e sull'incurabile solitudine dell'anima. Normalmente non è buon segno quando un autore diventa sentimentale invecchiando, ma nel caso di Lena Andersson - i cui romanzi precedenti sembravano giochi intellettuali astratti - non è così, perché stavolta riesce a mescolare ragione ed emozione in modo eccellente. Fa risuonare una storia antica come se fosse nuova e soprattutto molto attuale. Lena Andersson, teorica della libertà, sa che l'amore non è libero. E in una società liberale, in cui gli individui fanno scelte razionali, questa è una crudele ironia. Non esiste un diritto a essere amati o un obbligo di amare. Nulla protegge i più deboli dall'essere giocattoli nelle mani dei più forti.