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TEMPO ASSASSINO – MICHEL BUSSI

Autore: Cristina Biolcati
Testata: Nuove pagine
Data: 9 gennaio 2017
URL: http://www.nuovepagine.it/2017/01/tempo-assassino-michel-bussi/

TEMPO ASSASSINO – MICHEL BUSSI Cristina Biolcati | 9 gennaio 2017 | Noir | 0 Commenti

Michel Bussi è l’autore di Ninfee nere, un noir che ho amato tantissimo e che compare anche fra i miei regali di questo Natale. Attendevo con ansia il suo secondo lavoro, per cui capirete la mia delusione quando ho compreso che Tempo assassino (Edizioni e/o, novembre 2016) è costruito attorno ad una trama troppo artificiosa, che lo rende inverosimile. Non fraintendetemi: è comunque un libro piacevole, ben scritto e ricco di colpi di scena. Però, oltre alle trovate geniali, che rendono grande questo autore, si desidererebbe che la storia fosse credibile.

Il piccolo microcosmo appartato di Monet, scenario del romanzo precedente, creava un’atmosfera in cui tutto rimaneva un po’ sospeso; dove passato e presente – così come realtà e finzione – si confondevano, fino a lambire l’uno i contorni dell’altro. Si accettava tutto, in sintesi, perché la risoluzione del mistero era davvero geniale, in un angolo di paradiso dove ogni cosa avrebbe anche potuto essere. Qui, invece, l’autore sceglie di ambientare l’opera in Corsica, in un campeggio dove i protagonisti si recano da anni. I capitoli si alternano fra il presente, e quindi l’agosto 2016, e l’agosto del 1989, anno in cui un incidente ha strappato la vita a tre persone, distrutto una famiglia e cambiato il futuro di tanti.

Clotilde è la protagonista, una quarantenne che torna dopo ventisette anni sul luogo in cui, in una sera d’estate, l’auto del padre è precipitata dalla scogliera. Madre e padre morti sul colpo, così come il fratello maggiore. Lei, unica superstite e miracolata, dato che Bussi descrive un volo di oltre venti metri e tre rapidi “cappottamenti” in successione. Ma né il marito né la figlia Valentine riescono a comprendere il dolore di Clotilde e anzi, vorrebbero approfittare per fare una vacanza quanto più possibile serena. Cosa che non si rivela fattibile, poiché alla donna viene recapitata una lettera, in cui sono riportati particolari talmente privati che a scriverla può essere stata solo sua madre. Il dubbio che l’assale è che Palma, questo il nome dell’affascinante genitrice, sia quindi ancora viva.

La situazione si aggrava allorquando spariscono alcune cose e ne compaiono altre – come per esempio un tavolo apparecchiato per la colazione come nella mattina di quel 23 agosto 2016, giorno di Santa Rosa, anniversario del primo incontro dei suoi genitori e ultimo giorno di vita della sua famiglia. All’epoca dei fatti, Clotilde aveva quindici anni e teneva un diario in cui parlava, col cinismo che contraddistingue gli adolescenti, dei ragazzi e ragazze che facevano parte della compagnia del campeggio, con tutte le gelosie che ne possono derivare e la frustrazione per il fatto di essere messa da parte, poiché più giovane di tre anni rispetto al fratello. Un diario che da quel giorno è sparito, e che ora si trova nelle mani di un misterioso individuo, che agisce nell’ombra.

A feste sulla spiaggia che rievocano l’atmosfera di quei mitici anni Ottanta, confessioni in famiglia, e avvicinamenti a vecchi amori, si alternano anche eventi inspiegabili e, non ultimo, uccisioni di scomodi testimoni. Cosa ruota attorno a quel maledetto giorno di ventisette anni prima? Quali segreti nasconde la famiglia di Clotilde, i cui nonni tuttora “regnano” incontrastati sull’isola? Certo, alla luce di questi “ingredienti”, il romanzo appare superbo, e non si vede l’ora di leggerlo. Tiene incollati alle pagine, dalla prima all’ultima, come negarlo. Ma forse chi ama questo genere narrativo avrebbe preteso un epilogo più verosimile. Gli adolescenti vivono in un mondo tutto loro e sono poco partecipi a quel che accade, è una realtà, ma non sono stupidi.

Per combinazione, sono stata proprio in quei luoghi descritti dall’autore, quindi immedesimarsi diventava facile. La Corsica diviene protagonista assoluta, coi suoi colori, i suoi odori, i suoi cambi repentini di paesaggio, in cui si alternano mare e montagne scoscese. Difficile però accettare certi “compromessi”, che penalizzano la storia. Sicuramente espedienti studiati per stupire e fare di quest’opera un romanzo noir “non convenzionale”. Gli effetti di quel tempo “assassino”, che coi suoi accadimenti crudeli ruba la giovinezza e nega la serenità, non convincono fino in fondo. E non sapete quanto mi dispiaccia affermare questo.