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Un noir dalla Turchia

Autore: Andrew Finkel, The Guardian
Testata: Internazionale
Data: 3 febbraio 2017

Scrittore e assassino, un noir turco, è agli antipodi delle versioni scandinave del genere. Nel gelido nord gli affari torbidi sono sepolti sotto spessi strati di normalità; qui, in una cittadina affacciata sul Mediterraneo orientale, succede l'esatto opposto. Il narratore - un romanziere appena arrivato in cerca d'ispirazione - non ha neppure finito di bere il suo primo caffè turco quando da un furgoncino giallo sbuca un sicario e spara a un altro cliente dritto in un occhio. Potrebbe suonare come un romanzo pulp ma non lo è. È molto più vicino al noir cinematografico rispetto ai suoi cugini scandinavi: ci si può quasi immaginare il giovane Robert Mitchum nel ruolo di protagonista, un damerino di città finito in un piccolo paese che si innamora della ragazza sbagliata. E poi della successiva ragazza sbagliata. La storia si apre con il tipico espediente da film noir. Il nostro eroe giocherella con una pistola fumante aspettando la fine. Sappiamo già chi è stato; la suspense riguarda cosa ha fatto, perché e a chi. E, come nei film noir, quando le risposte finalmente arrivano portano con sé un'elegante sorpresa. Ma forse la cosa più sorprendente è che il romanzo, nonostante la sua ambientazione, non riguarda la Turchia attuale. Non scopriamo mai il nome della cittadina né quello del narratore. Incappiamo piuttosto negli archetipi, tra cui un tesoro sepolto tra le rovine di un'antica chiesa sulla collina e una prostituta dal cuore d'oro. Potremmo trovarci ovunque - magari non proprio ovunque: in Danimarca o in Svezia difficilmente troveresti sparatorie tra fazioni rivali. Scrittore e assassino è una storia d'amore, o almeno la storia di un amante esistenzialista. Decisamente non si tratta di un romanzo in codice sulla torbida situazione politica turca. Eppure non è difficile capire perché Ahmet Altan (proprio come il romanziere protagonista del suo libro) si già chi è stato; la suspense mette nei guai: bussa alle porte con la targa "non disturbare" e ha una franchezza che perfino i suoi avversari sono in grado di capire. In questo senso Scrittore e assassino è un romanzo profondamente politico.