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Il volo dell’eremita di Caterina Emili

Autore: Francesca Cingoli
Testata: Io Donna
Data: 10 febbraio 2017
URL: http://blog.iodonna.it/io-leggo/2017/02/10/6117/

“È strano come nel buio ci sia sempre abbastanza luce da farti paura.” È un libro fatto di buio, il volo dell’eremita di Caterina Emili, buio di ambienti e di cuori, che si incontrano, si contrappongono e si conoscono. È un libro bellissimo, intenso, intriso di terra, di umanità e di religione.

Nel racconto del viaggio di Vittore Guerrieri dalla Puglia all’Umbria, c’è un ritorno alle origini, a quelle radici familiari che Vittore ritrova in Volendo, un cugino mai conosciuto, l’unico parente rimasto: stesso naso, stesso buio, universi lontani. Volendo vive da eremita, nell’oscurità delle grotte sui monti sopra Amelia, nell’oscurità di una mente che cerca Dio ma non trova risposte, è piena di storie e di riferimenti biblici, ma non ha pace, e l’epilessia è una compagna fedele della solitudine.

Vittore al contrario è famelico, affamato di cibo, di vita, di calore per una notte. In Puglia ha trovato adozione, dopo una vita sprecata: a Ceglie Messapica ha trovato una casa e amici che non lo lasciano solo, ignoranti, ospitali e sinceri. Non ha la cultura ascetica di Volendo, Vittore, ma il cuore pieno di un passato fatto di errori, e di risposte da cercare. Le trova nel buio della casa d’infanzia, a Morcella, sotto la botola che celava provviste e ora segreti. Lì, nel sottosuolo, non si vede più lo spazio dove si poneva l’orcio dell’acqua, ma si trovano parole antiche per capire il passato, a dare una luce su un possibile futuro, silenzioso di dilemmi, che metta la parola redenzione alla fine di una storia di peccati e pentimenti.

E’ una lettura semplice quella che offre Caterina Emili con un libro difficile, che regala tanto al lettore, lo conquista e lo stimola con citazioni bibliche e cantilene popolari, affreschi rupestri e racconti di santi, reliquie e polvere, in una storia di laicità e devozione.