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Nessuna cortesia all’uscita — Massimo Carlotto

Autore: Grazia Palmisano
Testata: Medium
Data: 8 marzo 2017
URL: https://medium.com/@grazia.palmisanoo/nessuna-cortesia-alluscita-massimo-carlotto-16a0a4ec0da0#.3c5qzhs46

Un Rossini al giorno leva i casini di torno, ma dato che non sono Buratti devo aspettare un suo caso per rivedere sia lui che Max La Memoria. Un’altra grande lettura, un altro grande applauso a Massimo Carlotto.

Che però ogni volta mi fa soffrire. Prima la Marielita, mannaggia. Poi mi vedo entrare in galera Max e mi manca il fiato.

Eppure, come si fa a non leggerlo? A Marco ormai mi ci sono affezionata, nonostante io detesti l’alcol, il suo idealismo pratico mi è molto congeniale.

Per non parlare di Rossini che permette al mio io vendicativo di venir fuori per un duecento pagine, prima di ritornare nell’ombra in cui lo tengo relegato. E le capacità di analisi di Max? Un mito, avercene, invidio quel suo rendere tutto semplice e lineare.

E come per i precedenti, grande plauso a Carlotto nel saper parlare di avvenimenti concreti. In questo romanzo affronta la questione dell’arrivo della criminalità organizzata estera e parla della mafia del Brenta. Come per gli altri due capitoli dell’Alligatore che ho letto fino ad ora, anche questo mi è piaciuto tantissimo anche per questo aspetto.

Saper creare una storia che è sì inventata, ma che ti mostra la realtà, non è facile, e Carlotto è molto bravo nel farlo.

Le sue storie si leggono con totale trasporto, curiosità, tensione, emozione.

Sono un piacere pure quando ti danno un dispiacere. Come sarà adesso senza Marielita?

Suppongo di dover andare al prossimo capitolo della saga, Il corriere colombiano.

Se non fossi astemia, mi verserei un Calvados.