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Giro d'Italia e doping

Autore: Elisabetta Favale
Testata: Linkiesta
Data: 9 marzo 2017
URL: http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2017/03/09/giro-ditalia-e-doping/25293/

“Benedetto commissario, le sue opinioni non interessano, lei è solo un manovale dell’ordine pubblico.”

Il manovale dell’ordine pubblico è Igor Attila, commissario della Sezione Crimini Sportivi, ex atleta (boxeur ad un passo dall’oro olimpico) con un sacco da pugile e una chitarra in ufficio. Ha una squadra “scalcinata” il commissario Attila: Ludovico, poliziotto gentiluomo, ex tennista e playboy; Checco, ciclista professionista, squalificato per doping; Lillo Santoni, ex fantino di corse “chiacchierate”; Palmiro, alto due metri, di colore giocatore di basket e Chiara Merlo, unica del gruppo che non è una ex sportiva.

Omicidio al giro è il quinto libro di Paolo Foschi, chi conosce Paolo sa che adora lo sport (è laureato in Scienze Motorie e Sportive) e che va al lavoro in bici, anche d’inverno! Raccontare una storia sul ciclismo per lui è stato sicuramente interessante e piacevole e non è il solo ovviamente ad averlo fatto! Mi è tornato in mente che sul giro d’Italia Dino Buzzati, inviato del Corriere della Sera (anche Paolo lavora al Corriere) scrisse una ventina di articoli nel secondo dopoguerra, le sue cronache appassionate volevano infiammare gli animi del popolo e soprattutto allora, era il 1949, era una necessità, il Giro d’Italia ha sempre rappresentato una festa di popolo anche per i non appassionati di ciclismo ed è così anche oggi.

La storia che ci racconta Paolo Foschi è una storia molto vicina a fatti di cronaca noti a tutti, il suo protagonista: Paolo Fallai, è il ciclista più amato ed in vista del momento, quello che si mormora salirà sul podio e come tutti gli atleti amati dai tifosi è un’icona, un essere intoccabile.

Invece Paolo Fallai muore durante un allenamento, un incidente, dicono, ma Fallai che esce di strada, lui, bravissimo e con una bici che è un gioiello, beh, è cosa strana.

Attila e i suoi uomini vengono chiamati per indagare.

Il secondo fatto strano è che sembra non interessi molto far luce sull’accaduto, anzi, l’impressione è che si cerchi di far archiviare le indagini come semplice disgrazia, perché?

L’indagine invece ci sarà eccome e scavando si intravede lo spettro del doping, piano piano “l’iconografia atletica” lascia il posto ai dubbi, ai sospetti e solo Attila può scoprire cosa sia successo e spiegare se la memoria del povero Fallai può rimanere quella di un grande atleta o di un drogato. Ci ricorda qualcosa vero?

Di contorno all’indagine la vita e i sentimenti di Igor Attila, i suoi vizi, le sue virtù, la sua musica e l’ironia che è l’ironia di Paolo Foschi.